gestionale per poliambulatorio

Nuovo nomenclatore tariffario delle prestazioni sanitarie 2026: quando entra in vigore per le strutture convenzionate

Per mesi il tema è stato la proroga: il nuovo nomenclatore tariffario della specialistica ambulatoriale e della protesica era stato rinviato, e la parola d’ordine per le strutture convenzionate era «non toccare i listini, si aspetta». Quel quadro è cambiato. Con l’intesa raggiunta in Conferenza Stato-Regioni del 23 luglio 2026, il nuovo decreto tariffe non aspetta più la fine dell’anno: le nuove tariffe con cui il SSN rimborsa visite, esami e protesi si applicano dal 21 settembre 2026. Per chi gestisce un poliambulatorio o un centro accreditato, il compito è rimettere mano ai listini delle convenzioni, non rimandare.

Cosa è successo: dalla proroga al nuovo decreto tariffe

Il nuovo nomenclatore delle prestazioni di assistenza specialistica ambulatoriale e protesica nasce da un lavoro lungo, avviato nel 2023 e formalizzato con il decreto tariffe pubblicato in Gazzetta Ufficiale a fine 2024 (i tariffari nazionali delle prestazioni del SSN sono raccolti sul sito del Ministero della Salute). La prima entrata in vigore era fissata al 1° gennaio 2025, ma molte strutture accreditate avevano giudicato le tariffe insufficienti a coprire i costi reali, e la partenza era stata rinviata — l’ultima proroga, col decreto Milleproroghe di fine 2025 convertito in legge nei primi mesi del 2026, aveva spostato tutto al 31 dicembre 2026.

Nel frattempo, tra il contenzioso davanti al TAR del Lazio — che aveva annullato il precedente decreto tariffe del 25 novembre 2024 — e il confronto con le Regioni, il testo è stato rivisto. Il risultato è un nuovo decreto tariffe su cui la Conferenza Stato-Regioni ha dato l’intesa il 23 luglio 2026, con una data di partenza anticipata. In pratica: la vecchia scadenza «dicembre 2026» è superata, e la transizione al nuovo regime scatta a settembre.

Un chiarimento utile, perché i due termini si confondono spesso. I livelli essenziali di assistenza (LEA) del DPCM 12 gennaio 2017 stabiliscono quali prestazioni il SSN garantisce; il nomenclatore tariffario stabilisce quanto il SSN le rimborsa. È proprio il nuovo decreto tariffe a rendere operative le prestazioni di specialistica e protesica previste dai LEA e rimaste finora in attesa della tariffa.

Quando entra in vigore il nuovo nomenclatore tariffario 2026

Le nuove tariffe SSN per la specialistica ambulatoriale e per l’assistenza protesica si applicano dal 21 settembre 2026. È la data emersa a valle dell’intesa Stato-Regioni del 23 luglio 2026; la conferma formale è la pubblicazione del decreto tariffe in Gazzetta Ufficiale, quindi conviene tenere d’occhio le fonti ufficiali. Le prestazioni erogate fino al 20 settembre si rendicontano con gli importi precedenti; dal 21 settembre le prestazioni interessate vanno rimborsate con le nuove tariffe.

La revisione, secondo quanto riportato in sede di intesa, riguarda 448 prestazioni di specialistica ambulatoriale e 222 codici dell’assistenza protesica, con un aumento medio dei rimborsi riconosciuti dal SSN intorno al 5,8% e un impatto stimato in circa 210,7 milioni di euro l’anno (di cui 183,1 per la specialistica e 27,6 per la protesica). I dati puntuali per singola prestazione sono quelli allegati al decreto: sono il riferimento con cui aggiornare i listini delle convenzioni, prestazione per prestazione.

Dove trovare l’elenco delle prestazioni e le tariffe della tua Regione

L’elenco delle prestazioni, con i codici e le tariffe nazionali, è l’allegato al decreto tariffe: il punto di partenza è la pagina dei tariffari nazionali del Ministero della Salute; con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, il testo integrale del decreto con gli allegati si trova anche sul sito della Gazzetta. È il documento che risponde alla domanda «quali codici cambiano e di quanto».

Le tariffe nazionali sono la base: ogni Regione le recepisce con un proprio provvedimento, che fissa gli importi applicati sul suo territorio e la decorrenza per le strutture accreditate. Per questo chi cerca «il nomenclatore della Lombardia» o «del Lazio» trova due documenti distinti — l’allegato nazionale e la delibera regionale che lo adotta — e il listino con cui fatturi alla tua ASL segue il secondo, pubblicato sul portale della sanità della tua Regione. Prima di aggiornare i listini, quindi, verifica che la tua Regione abbia recepito il decreto e con quale decorrenza.

Il lavoro vero, però, non è trovare l’elenco: è portare quei codici e quegli importi sui listini delle convenzioni con cui fatturi, prestazione per prestazione, con la decorrenza giusta. È lì che si gioca il passaggio.

Chi è interessato

Il nuovo nomenclatore riguarda chi eroga prestazioni per il Servizio Sanitario Nazionale e viene rimborsato dalle Regioni o dalle ASL:

  • poliambulatori e centri medici accreditati con il SSN;
  • laboratori di analisi e centri diagnostici convenzionati;
  • strutture accreditate per la specialistica (compresi ambulatori odontoiatrici e di fisioterapia in convenzione);
  • chi eroga assistenza protesica a carico del SSN.

Chi lavora solo in regime privato non è toccato dal rimborso SSN, ma il nomenclatore resta il riferimento con cui molti listini privati e le convenzioni con enti e assicurazioni vengono allineati: vale comunque la pena guardarlo.

Cosa fare in pratica per il passaggio al nuovo tariffario

  • Individua le prestazioni interessate. Non tutte le tariffe cambiano: parti dall’elenco allegato al decreto e segna quali dei tuoi codici sono coinvolti.
  • Aggiorna i listini delle convenzioni. Gli importi nuovi vanno riportati sul listino con cui fatturi al SSN e agli enti, con la data di decorrenza del 21 settembre. Se hai più convenzioni attive — mutue, fondi sanitari, assicurazioni — come organizzare un listino per ogni ente, con tariffe e rimborsi sotto controllo, lo spiega la guida alla gestione delle convenzioni con enti e assicurazioni.
  • Tieni separati «prima» e «dopo». Le prestazioni erogate fino al 20 settembre vanno rendicontate con le tariffe vecchie, quelle dal 21 con le nuove: la data della prestazione decide l’importo.
  • Controlla i flussi di rendicontazione regionale. Verifica con la tua ASL/Regione che i tracciati e le regole di rimborso siano allineati alla nuova decorrenza.

Come DBMedica ti aiuta con i listini delle convenzioni

Un cambio di tariffario è un lavoro di listini: quali prezzi cambiano, su quali convenzioni, da quando. È qui che si vede la differenza tra un gestionale che tiene insieme prestazioni, listini e rimborsi e un foglio di calcolo aggiornato a mano. DBMedica è un software gestionale medico in cloud per poliambulatori e strutture convenzionate, che tiene insieme agenda, cartella clinica, fatturazione e i listini delle convenzioni e degli enti. Sul passaggio al nuovo nomenclatore fa tre cose concrete.

Un listino dedicato per ogni convenzione ed ente

Ogni convenzione o ente ha il suo listino: quando la prestazione entra in fattura, DBMedica richiama il prezzo del listino che vale per quel caso — il listino base, quello del singolo medico o quello della convenzione. Aggiorni gli importi del nomenclatore una volta sul listino giusto, e da lì valgono per tutte le prestazioni di quella convenzione.

La presa in carico degli importi concordati

Con la presa in carico blocchi gli importi concordati appuntamento per appuntamento, così quello che rendiconti è quello che è stato pattuito, senza ricalcoli a mano. E i tempi di rimborso restano sotto controllo: vedi in ogni momento cosa hai fatturato alle convenzioni e cosa devono ancora liquidarti.

La fattura nasce dalla prestazione

Le prestazioni registrate in agenda diventano fattura senza riscriverle, con il prezzo pescato dal listino giusto. Quando aggiorni il listino della convenzione al nuovo tariffario, le prestazioni successive alla decorrenza arrivano in fattura già con l’importo corretto: niente doppio inserimento, niente correzioni una per una.

Un adeguamento con una data precisa

Il passaggio dalla logica dell’attesa a una data certa cambia il compito: non più «restare fermi», ma adeguare i listini delle convenzioni alla decorrenza del 21 settembre, tenendo separate le prestazioni erogate prima e dopo. Con i listini per convenzione e la presa in carico degli importi concordati, questo lavoro si fa una volta sul listino giusto invece che fattura per fattura. Guarda il gestionale per poliambulatorio di DBMedica e richiedi una demo gratuita: listini delle convenzioni, presa in carico dei rimborsi e fatturazione al SSN, configurati sulla tua struttura.

Domande Frequenti

Quando entra in vigore il nuovo nomenclatore tariffario?

Le nuove tariffe SSN per la specialistica ambulatoriale e la protesica si applicano dal 21 settembre 2026, in base al decreto tariffe su cui la Conferenza Stato-Regioni ha dato l’intesa il 23 luglio 2026. Le prestazioni erogate fino al 20 settembre si rendicontano con gli importi precedenti.

La proroga al 31 dicembre 2026 è ancora valida?

No. Il rinvio al 31 dicembre 2026 previsto dal decreto Milleproroghe di fine 2025 è stato superato dal nuovo decreto tariffe: le tariffe riviste non aspettano la fine dell’anno e partono il 21 settembre 2026.

Dove trovo l'elenco aggiornato delle prestazioni e dei codici?

L’elenco nazionale, con codici e tariffe, è l’allegato al decreto tariffe, raggiungibile dalla pagina dei tariffari nazionali del Ministero della Salute e, con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, nel testo integrale del decreto. Le tariffe applicate nella tua Regione sono nel provvedimento regionale che recepisce il decreto, pubblicato sul portale della sanità regionale.

Nomenclatore tariffario e nuovi LEA sono la stessa cosa?

No. I livelli essenziali di assistenza (LEA) del DPCM 12 gennaio 2017 stabiliscono quali prestazioni il SSN garantisce; il nomenclatore tariffario stabilisce quanto il SSN le rimborsa. Il nuovo decreto tariffe rende operative le prestazioni di specialistica e protesica previste dai LEA che aspettavano la tariffa.

Chi deve adeguare le tariffe?

Le strutture che erogano prestazioni per il SSN e vengono rimborsate dalle Regioni o dalle ASL: poliambulatori e centri medici accreditati, laboratori e centri diagnostici convenzionati, strutture accreditate per la specialistica e per l’assistenza protesica.

Cambiano tutte le tariffe o solo alcune?

Solo una parte: la revisione riguarda 448 prestazioni di specialistica ambulatoriale e 222 codici della protesica. Il riferimento puntuale, prestazione per prestazione, è l’elenco allegato al decreto tariffe, da usare per aggiornare i listini.

Segreteria AI per studi medici: come scegliere quella adatta

Il telefono squilla mentre la segreteria sta accogliendo un paziente allo sportello. A fine giornata restano le chiamate perse da richiamare, e dopo la chiusura ne arrivano altre che nessuno può prendere. Una segreteria AI per studi medici può supportare il tuo personale gestendo una parte di queste telefonate: l’assistente risponde al paziente, capisce che cosa chiede e porta a termine la richiesta oppure la passa alla segreteria. Sul mercato lo stesso servizio si presenta con nomi diversi, come centralino AI o assistente telefonico AI, ma il funzionamento non cambia.

I servizi si distinguono tra loro per ciò che l’assistente riesce a fare in autonomia. Quello più semplice raccoglie la richiesta del paziente e lascia alla segreteria il compito di richiamarlo, mentre quello più completo prenota la visita direttamente nell’agenda del centro. Per scegliere quello adatto al tuo poliambulatorio, devi capire quali telefonate affidargli, verificare che il collegamento con il gestionale arrivi fino alla prenotazione, definire quali richieste devono tornare al personale e confrontare il costo complessivo del servizio. Nelle sezioni che seguono, trovi le domande da fare ai fornitori e cinque situazioni concrete da provare in demo con le regole del tuo centro.

Quali telefonate conviene affidare all’assistente?

Le richieste ripetitive e con regole chiare sono quelle che l’assistente gestisce meglio, perché la risposta è sempre la stessa o segue un percorso definito. Rientrano in questo gruppo, per esempio, gli orari di apertura, l’indirizzo della sede o la prenotazione telefonica delle prestazioni che hai deciso di abilitare. Un buon assistente, invece, riconosce le richieste che hanno bisogno di una valutazione e le passa alla segreteria, dove il giudizio e la flessibilità di una persona contano di più: per esempio una prestazione da concordare prima con il medico, o un paziente con una situazione particolare.

Prima di confrontare i fornitori, conviene osservare una settimana normale del tuo poliambulatorio, perché i numeri reali del centro dicono più di qualsiasi presentazione commerciale. Dividi le chiamate ricevute tra appuntamenti, richieste di informazioni e casi che il personale deve valutare, poi annota in quali orari si concentrano e quante finiscono in una richiamata. Con questo quadro davanti, sai già quali richieste affidare all’assistente e quali tenere alle persone.

Questa guida si concentra sulla scelta dell’assistente telefonico. Se vuoi rivedere anche come coordinare il telefono con gli altri canali di contatto del centro, la guida alle comunicazioni telefoniche dello studio medico tratta l’argomento per intero.

Come partire senza rischi: fuori orario e linee occupate

Un’obiezione comprensibile è: «E se l’AI risponde male e mi fa perdere un paziente che la segretaria avrebbe saputo aiutare?» Il rischio dipende da quando fai intervenire l’assistente, non solo da quanto è bravo. Un modo per limitare il rischio, per esempio, è tenere il personale come primo contatto per tutte le telefonate e attivare l’AI solo nei momenti in cui nessuno potrebbe rispondere comunque:

  • A centro chiuso: durante l’orario di apertura le telefonate restano al personale, mentre la sera, nei giorni di chiusura e nelle pause l’assistente raccoglie le richieste o le porta a termine.
  • Quando tutte le linee sono occupate: l’assistente prende in carico le chiamate che la segreteria non riesce a gestire in quel momento, secondo le regole di inoltro che hai concordato con il fornitore.

In questi due casi la telefonata, senza assistente, sarebbe comunque persa: il paziente sentirebbe squillare a vuoto o troverebbe la segreteria telefonica. Alcuni pazienti richiamerebbero più tardi o scriverebbero un messaggio, ma altri rinuncerebbero e cercherebbero un altro centro. Il punto di partenza è quindi il caso peggiore, la chiamata persa, e su quella l’assistente può solo aggiungere un’occasione di gestire la richiesta. Quando invece la segreteria è disponibile, il paziente continua a parlare con una persona e non perde nulla. Chiedi al fornitore di provare le condizioni di attivazione sul tuo numero, perché fuori orario, linea occupata e mancata risposta devono seguire esattamente le regole che hai scelto.

C’è anche un’altra obiezione ricorrente: «Per le prenotazioni non mi basta il sito web?» Il sito raggiunge i pazienti già a loro agio con internet, ma una parte, per esempio le persone più anziane, prenota solo per telefono e non userebbe mai un modulo online. Per questi pazienti, il telefono resta l’unico canale, quindi tenerlo raggiungibile anche a centro chiuso o a linee occupate significa non perderli: qui l’assistente affianca le prenotazioni online, non le sostituisce.

Anche se qualche errore resta possibile, una partenza graduale limita il numero di conversazioni che l’assistente potrebbe gestire male. Nella prima fase di rodaggio, conviene affidargli solo le informazioni che hai verificato e poche prestazioni con regole semplici. Quando non capisce la richiesta o non riesce a completare la prenotazione, deve raccogliere i dati del paziente per una richiamata e passarli al personale, senza improvvisare una risposta. Prima di allargare la copertura dell’assistente, controlla gli esiti delle chiamate e quante correzioni sono servite, poi chiedi al fornitore quante telefonate contemporanee regge il servizio e che cosa succede alle chiamate se il servizio si interrompe.

La fiducia nell’assistente cresce con i risultati che osservi nel tuo centro. Se le prenotazioni entrano in agenda corrette, se le richieste arrivano al personale con tutte le informazioni utili e se le telefonate da recuperare diminuiscono, puoi estendere l’assistente, per esempio, anche ai momenti di punta, cioè quando la segreteria è impegnata ad accogliere i pazienti allo sportello. A ogni ampliamento, mantieni il passaggio al personale e verifica di nuovo gli esiti. Quanto spazio dare all’AI lo decidi per gradi, sulla base dell’esperienza della tua segreteria e dei tuoi pazienti, senza doverlo stabilire tutto il primo giorno.

L’integrazione con il gestionale arriva fino alla prenotazione?

La verifica più utile che puoi fare è vedere una prenotazione completata dall’assistente comparire nell’agenda che usa la tua segreteria. La parola «integrato» copre infatti collegamenti molto diversi tra loro: un servizio può limitarsi a riconoscere il chiamante dalla rubrica, un altro invia alla segreteria un riepilogo della telefonata, un altro ancora consulta gli orari liberi o inserisce l’appuntamento direttamente in agenda. Chiedi al fornitore di mostrarti quali di queste operazioni sono comprese nell’integrazione con il tuo gestionale.

Un’altra capacità da verificare è quella di rispondere con le informazioni specifiche del tuo centro. Puoi caricare nell’assistente le informazioni utili del centro, come gli orari di apertura, i giorni in cui riceve il dottor Rossi, l’elenco delle prestazioni offerte e il tipo di attrezzatura disponibile. In demo fai domande reali come «Il centro è aperto il sabato?», «In quali giorni riceve il cardiologo?» oppure «La vostra risonanza magnetica è aperta? Soffro di claustrofobia». Chiedi anche come si inseriscono e si aggiornano queste informazioni e che cosa risponde l’AI quando un dato manca.

Queste informazioni si possono configurare anche senza alcun collegamento all’agenda, ma le due cose non vanno confuse. Sapere che un medico riceve il martedì è un’informazione fissa, mentre sapere quali orari sono ancora liberi il prossimo martedì richiede l’accesso in tempo reale alle disponibilità del gestionale. Solo nel secondo caso l’assistente può proporre un orario al paziente e prenotarlo.

Per le prenotazioni telefoniche automatiche, porta in demo le regole del tuo centro, perché l’assistente deve rispettarle come farebbe la segreteria. Per esempio, una prima visita può avere una durata diversa da un controllo, uno specialista può lavorare in due sedi o alcune prestazioni possono richiedere una verifica prima di essere prenotate. L’assistente deve proporre appuntamenti coerenti con queste regole e riconoscere quando la richiesta va passata a una persona.

Controlla anche che cosa succede se un operatore occupa l’orario che l’AI sta proponendo al paziente durante la conversazione: prima di confermare, il servizio deve rileggere la disponibilità aggiornata. Per spostamenti e disdette, chiedi una prova separata, perché un servizio che sa creare un appuntamento non è detto che sappia anche modificarlo o cancellarlo attraverso la stessa integrazione.

Come valutare la conversazione e il passaggio alla segreteria

La qualità di un assistente si vede nei momenti in cui la conversazione non segue il copione, cioè quando il paziente interrompe, corregge un’informazione già data o formula una richiesta poco chiara. In demo prova a cambiare giorno a metà conversazione, pronuncia un cognome difficile e chiedi la stessa spiegazione una seconda volta. Osserva se l’assistente recupera il filo del discorso e se, prima della conferma, riepiloga correttamente prestazione, sede, data e ora.

Il passaggio a una persona deve avere un esito definito, perché una richiesta rimasta a metà è peggio di una richiesta mai presa. Verifica chi riceve la chiamata trasferita, che cosa succede se in quel momento nessuno è disponibile e quali informazioni accompagnano la richiesta. Un buon riepilogo permette al personale di riprendere il caso senza chiedere al paziente di ripetere tutto da capo. In chiusura di telefonata, il servizio deve dire chiaramente al paziente se ha fissato un appuntamento oppure se ha registrato una richiesta di ricontatto.

Le domande su sintomi, terapie e urgenze seguono un percorso a parte, da concordare con i responsabili sanitari del centro. L’assistente di segreteria deve attenersi alle istruzioni approvate e indirizzare queste richieste alla persona giusta, perché una conversazione fluida non è una prova di competenza clinica.

Cosa chiedere di provare durante una demo?

Usa casi realistici con dati di prova e controlla sia quello che sente il paziente sia quello che riceve la segreteria, perché le due metà della telefonata devono coincidere. Puoi portare al fornitore queste cinque situazioni:

  • Una prima visita con un medico preciso. Il servizio deve distinguere la prima visita dal controllo, rispettare la durata prevista e confermare la sede giusta.
  • L’orario desiderato è occupato. Le alternative proposte devono rispettare le preferenze del paziente, e un eventuale cambio di medico o di sede va sempre dichiarato in modo esplicito.
  • La richiesta cambia durante la chiamata. Dopo aver scelto un giorno, chiedine un altro: in agenda deve restare soltanto l’appuntamento concordato alla fine.
  • Una prestazione richiede il personale. Verifica il trasferimento durante l’apertura e la presa in carico della richiesta quando il centro è chiuso.
  • La prenotazione resta a metà. Interrompi la chiamata prima della conferma e controlla quale esito viene registrato, perché un tentativo non deve mai sembrare un appuntamento confermato.

Alla fine di ogni prova, chiedi quante operazioni manuali restano alla segreteria. Questo confronto ti dice più di una singola chiamata dimostrativa preparata dal fornitore.

Quanto costa una segreteria AI per studi medici e quando conviene?

Il costo da confrontare comprende il canone, l’utilizzo effettivo e il lavoro necessario per attivare e mantenere il servizio. Chiedi un preventivo costruito sul tuo volume di chiamate, che indichi i minuti inclusi, il costo delle eccedenze, la configurazione iniziale, il collegamento al gestionale, l’assistenza e le condizioni di recesso. Chiedi anche chi aggiorna le informazioni quando cambiano orari, prestazioni o professionisti, e se queste modifiche hanno un costo.

Durante una prova concordata, misura le richieste concluse correttamente, le prenotazioni registrate in agenda e le richiamate ancora necessarie, perché il solo tasso di risposta dice poco sul lavoro risparmiato. Confronta periodi simili per volume e tipo di richieste, e includi nel conto il tempo che il personale dedica a controllare e correggere gli esiti dell’AI.

Nel valutare il beneficio economico, tieni separati il tempo liberato alla segreteria e gli eventuali appuntamenti in più, perché sono due effetti diversi e non sempre si sommano. Una telefonata persa può essere un secondo tentativo dello stesso paziente o una semplice richiesta di informazioni, quindi non corrisponde in automatico a una visita persa. Il servizio conviene quando il risultato osservato nel tuo centro giustifica il costo e il lavoro che resta al personale. Se vuoi stimare il risparmio prima di partire, la guida su quanto fa risparmiare un gestionale medico spiega il metodo di calcolo, dal tempo di segreteria alle prenotazioni recuperate a centro chiuso.

Quali verifiche fare su trasparenza e dati dei pazienti?

Chiedi al fornitore come il servizio informa il paziente che sta parlando con un’AI e come tratta i dati raccolti durante la telefonata, e verifica entrambe le cose in demo. L’articolo 50 dell’AI Act chiede ai fornitori di progettare i sistemi che interagiscono con le persone in modo che queste sappiano di parlare con un’AI, con un’eccezione per i casi in cui l’uso dell’AI risulti evidente dal contesto. L’informazione deve arrivare in modo chiaro, al più tardi alla prima interazione, e le linee guida della Commissione europea approfondiscono questi obblighi di trasparenza. Un saluto esplicito all’inizio della telefonata è una delle soluzioni pratiche da verificare in demo.

Per il GDPR il servizio deve raccogliere solo i dati necessari alla finalità della telefonata. Chiedi quali informazioni vengono conservate, se sono previste registrazioni o trascrizioni delle chiamate, chi può accedervi, per quanto tempo restano archiviate e quali soggetti le trattano. Definisci con il fornitore ruoli, garanzie contrattuali e informativa coerenti con il servizio reale, tenendo presente che l’annuncio sull’uso dell’AI e l’informativa privacy sono due adempimenti distinti.

Come DBMedica collega la segreteria AI all’agenda

DBMedica è un software gestionale medico in cloud per studi medici e poliambulatori. Le integrazioni con CiaoDott, Run2.ai e Bookli.ai permettono all’assistente telefonico di riconoscere chi chiama e di prenotare direttamente nell’agenda del centro. Le operazioni disponibili dipendono dall’operatore scelto e dalla configurazione della sua integrazione. Il servizio vocale gestisce la conversazione con il paziente, mentre l’appuntamento entra nel gestionale che la segreteria usa ogni giorno. Per le prestazioni abilitate alla prenotazione telefonica, la telefonata può chiudersi con una visita fissata, senza lasciare al personale un messaggio da trasformare a mano in prenotazione.

Immagina un paziente che chiama la sera per una visita. L’assistente raccoglie la richiesta e, se la prestazione è abilitata alla prenotazione telefonica, lo accompagna fino alla prenotazione, così alla riapertura il personale trova l’appuntamento già in DBMedica. Questo flusso si costruisce insieme al centro, scegliendo quali prestazioni rendere prenotabili tramite l’assistente e quali richieste devono restare alla segreteria.

Prendiamo CiaoDott come esempio tra le segreterie AI che colleghiamo a DBMedica. Con l’integrazione attiva, la conversazione con il paziente arriva fino alla prenotazione e l’appuntamento entra direttamente nell’agenda del centro. L’assistente gestisce anche le obiezioni più comuni durante la telefonata e, per le richieste che hanno bisogno di una persona, supporta il passaggio al personale già descritto. Oltre alla prenotazione, il servizio aggiunge:

  • Chiamate e attività sotto controllo: un pannello del servizio mostra al personale le chiamate ricevute, le azioni da svolgere e le statistiche.
  • Richiami personalizzati: il servizio propone contatti in uscita per invitare a tornare i pazienti che non prenotano da tempo.

La demo serve a vedere tutti i passaggi uno dopo l’altro: la telefonata, l’appuntamento che compare in agenda, l’eventuale conferma al paziente e la richiesta lasciata al personale. Con l’operatore che scegli, definiamo insieme il percorso da attivare, mentre spostamenti, disdette, promemoria e richiami vanno verificati nella specifica integrazione. Se usi già le comunicazioni di DBMedica, stabilisci con il fornitore quale sistema invia ciascun messaggio, così il paziente non riceve conferme o promemoria doppi.

Scopri il gestionale per poliambulatorio DBMedica e richiedi una demo dell’integrazione con la segreteria AI. Porta una prestazione che vuoi rendere prenotabile al telefono e una richiesta che oggi finisce in una richiamata: insieme valutiamo il percorso dalla conversazione all’agenda e il lavoro che resta al personale.

Domande Frequenti

Posso usare una segreteria AI mantenendo il mio centralino?

Sì, i due strumenti possono lavorare insieme: il centralino tradizionale continua a gestire interni, code e trasferimenti, mentre l’assistente AI si occupa della conversazione con il paziente. Chiedi al fornitore come collegarlo al numero e all’impianto esistenti e se può intervenire solo fuori orario o sulle chiamate senza risposta, perché compatibilità e modalità di attivazione vanno verificate sul tuo servizio telefonico.

Devo cambiare il numero di telefono dello studio?

No, i pazienti continuano a chiamare lo stesso numero dello studio. La segreteria AI si collega di solito con un inoltro di chiamata, quindi non devi cambiare numero né rifare stampati e insegne. Con il fornitore stabilisci se deve rispondere sempre, solo fuori orario o solo quando la linea è occupata.

Quanto tempo serve per attivare la segreteria AI?

Dipende da quante regole del tuo centro deve seguire. Far rispondere l’assistente alle informazioni di base e a poche prestazioni richiede poco tempo; abilitare la prenotazione telefonica con durate, sedi e specialità diverse richiede più configurazione, perché l’assistente deve rispettare le stesse regole della segreteria. Conviene partire da un perimetro ristretto e allargarlo quando gli esiti sono buoni.

Quanto costa una segreteria AI per uno studio medico?

Dipende dall’operatore e dal volume di chiamate. Di solito c’è un canone mensile, a volte con una quota legata ai minuti o alle chiamate gestite, e le funzioni attive incidono sul prezzo. Per capire se conviene, confronta il costo del servizio con le telefonate che oggi restano senza risposta: se recupera prenotazioni che altrimenti andrebbero perse, si ripaga. Nella sezione sui costi trovi come ragionare sulla convenienza per il tuo centro.

Una segreteria AI può prenotare direttamente nel gestionale?

Sì, quando il servizio e l’integrazione supportano l’inserimento degli appuntamenti. DBMedica, per esempio, è completamente integrato con le migliori segreterie AI: l’integrazione permette al centralino di prenotare direttamente in agenda, con prestazione, medico, sede e durata corretti. Durante la demo, verifica una prenotazione reale nella tua agenda, perché il riconoscimento del chiamante o l’invio di un riepilogo non bastano da soli a dimostrare questa capacità.

Come gestisce più medici e agende diverse in un poliambulatorio?

L’assistente lavora sulle agende dei singoli medici già presenti in DBMedica: riconosce la prestazione richiesta, la associa allo specialista e alla sede giusti e propone uno slot coerente con le regole del centro, come la durata della visita o le prestazioni che richiedono una verifica prima di essere prenotate. Le richieste che non rientrano in queste regole le passa alla segreteria.

L'assistente AI può occuparsi di tutte le telefonate?

Il perimetro dipende dalle richieste del tuo centro e dalla configurazione del servizio. Definisci quali richieste automatizzare e quali passare al personale, comprese le situazioni che l’assistente non capisce, e valuta il servizio anche dal modo in cui consegna questi casi alla segreteria.

Quali segreterie AI sono integrate con DBMedica?

DBMedica prevede integrazioni con CiaoDott, Run2.ai e Bookli.ai. Le operazioni disponibili e le regole di prenotazione vanno verificate per l’operatore scelto e per le esigenze del centro.

gestionale medico libero professionista

Quanto fa risparmiare un gestionale medico e come stimarlo sul tuo studio

«Quanto mi fa risparmiare un gestionale medico?» è la domanda giusta da farsi prima di sceglierne uno. La risposta dipende dal tuo studio: da come lavori oggi, da quanto lavoro ripetitivo puoi eliminare e da quanti appuntamenti oggi ti sfuggono. In questa guida vediamo dove nasce davvero il risparmio, con le ricerche che lo documentano, e come arrivare a una stima usando i numeri reali del tuo studio.

Il tempo che torna a segreteria e amministrazione

Il risparmio più immediato è il tempo che non passi più a ripetere a mano le stesse operazioni. Ogni funzione del gestionale ne rende una più veloce:

  • Richiamare i dati del paziente dall’anagrafica su ogni fattura, ricetta o documento, invece di riscriverli ogni volta.
  • Compilare le fatture partendo dalla prestazione e avere le fatture idonee già pronte per l’invio al Sistema Tessera Sanitaria, invece di prepararlo a mano.
  • Consegnare al commercialista i tracciati contabili già esportati, invece di far reinserire fatture e incassi a fine anno.
  • Ritrovare referti e documenti dalla scheda del paziente, non tra cartelle del computer e faldoni.

Prese una alla volta sembrano piccolezze; sommate su ogni operatore diventano ore ogni settimana, e giornate intere in un anno. È tempo che torna alla cura dei pazienti, invece di essere sprecato in lavoro ripetitivo.

Più appuntamenti in agenda: quelli recuperati e quelli dei pazienti nuovi

C’è poi un risparmio meno visibile, ma che pesa di più: è fatturato che oggi non entra, tra slot che restano vuoti e pazienti che non si presentano all’appuntamento. Si recupera su tre fronti, ognuno documentato dalle ricerche di settore.

Meno no-show con i promemoria automatici

Un appuntamento che salta all’ultimo è uno slot perso: tempo del medico buttato e incasso mancato. I promemoria automatici prima della visita riducono in modo consistente i no-show, cioè i pazienti che non si presentano all’appuntamento senza averlo disdetto — è il caso più documentato. Lo mostrano sia gli approfondimenti dei provider di messaggistica, come questa analisi di Esendex sui promemoria via SMS, sia la letteratura clinica, come questa revisione sistematica sull’uso di promemoria telefonici e SMS per migliorare la presenza agli appuntamenti.

Prenotazioni anche quando il centro è chiuso

Molti pazienti cercano e prenotano fuori dall’orario di segreteria, quando nessuno può rispondere al telefono: senza un canale online, quella richiesta si perde o va altrove. Rendersi prenotabili 24 ore su 24 recupera proprio quella domanda, come racconta MioDottore nella sua pagina sulle prenotazioni online fuori orario.

Pazienti nuovi dai canali digitali

Oltre a recuperare chi già ti cerca, i portali di prenotazione e un profilo online portano pazienti nuovi: prenotano da sé e il loro appuntamento entra in agenda senza lavoro per la segreteria. Un esempio concreto è la storia di crescita del poliambulatorio SIOM raccontata da MioDottore, in cui gran parte delle nuove prenotazioni arriva dai canali digitali.

Come DBMedica ti fa risparmiare

DBMedica è un software gestionale medico in cloud che tiene insieme agenda, cartella clinica e fatturazione: i dati li inserisci una volta sola e li richiami ovunque ti servano. È così che il tempo che risparmi e gli incassi che recuperi diventano concreti.

Sul tempo e i costi del lavoro che già fai:

  • L’anagrafica alimenta ogni documento e il lettore di tessera sanitaria compila la scheda del paziente nuovo al primo accesso, senza riscrivere i dati a mano.
  • La fatturazione collegata al Sistema Tessera Sanitaria tiene le fatture idonee già pronte per l’invio (per i soggetti obbligati).
  • I tracciati per il commercialista sono già pronti da esportare, invece di far reinserire fatture e incassi a fine anno.
  • La firma grafometrica fa firmare consensi e moduli direttamente sul tablet: elimini stampa, carta, toner e l’archiviazione fisica dei documenti, con un risparmio concreto sulla carta e sulla sua gestione — le stime di settore quantificano in circa mezzo euro il costo di archiviare un solo documento cartaceo, tra mano d’opera, spazio e faldoni.

Sugli appuntamenti che recuperi e su quelli nuovi:

  • I promemoria automatici via SMS fanno calare i no-show, e i richiami periodici (via SMS ed email) riportano in agenda i pazienti da rivedere.
  • Il portale pazienti con prenotazione online raccoglie le prenotazioni anche fuori orario, quando la segreteria è chiusa.
  • I portali di prenotazione esterni — MioDottore, Cup24, iDoctors, Elty — sono collegati alla tua agenda e portano pazienti nuovi, che entrano direttamente in DBMedica senza reinserirli a mano.
  • La segreteria vocale con AI risponde e prenota al telefono quando la linea è occupata o il centro è chiuso, recuperando le chiamate che oggi vanno perse.
  • La reportistica mostra fatturato, incassi e crediti aperti in tempo reale e calcola in automatico le spettanze dei medici, senza rifare i conti a mano ogni mese in Excel.

Oltre il risparmio: le migliorie che non si calcolano

Alcune migliorie si sentono ogni giorno anche se non entrano in un calcolatore: meno stress e meno errori. Per esempio:

  • La cartella clinica completa e condivisa. Storia del paziente, referti, prescrizioni e allegati in un posto solo, condivisi tra i medici del centro: continuità di cura quando il paziente è seguito da più specialisti, e meno errori da dati sparsi.
  • I referti pronti da consegnare. Il referto è collegato alla visita e arriva al paziente via email, PDF o portale pazienti, senza farlo tornare in sede a ritirarlo.
  • Ognuno vede solo ciò che gli compete. I permessi per ruolo mostrano al medico le sue cartelle e la sua agenda, alla segreteria gli appuntamenti e l’accettazione: ordine e privacy sotto controllo.
  • Un unico sistema, non tanti programmi scollegati. Ci accedi dal computer o dal telefono senza installare nulla, e le sue parti si parlano tra loro: niente dati da reinserire o spostare a mano da un software all’altro.
  • Meno errori che poi costano tempo a rimediare. Il lettore di tessera sanitaria compila l’anagrafica dai dati reali, così non parte una fattura con il codice fiscale sbagliato — un errore che spesso salta fuori solo all’invio al Sistema Tessera Sanitaria, quando la fattura è già emessa e va rifatta ricontattando un paziente visitato mesi prima.
  • La situazione dei pagamenti sempre in chiaro. Fatture emesse e incassi mancati li tieni sotto controllo a colpo d’occhio: vedi subito chi non ha ancora pagato, così nessun insoluto resta dimenticato fino a quando è tardi per recuperarlo.
  • I documenti sempre a portata, senza cercarli. Cartelle, referti e allegati si ritrovano in un attimo dalla scheda del paziente: niente file da cercare tra le cartelle del computer, niente fogli da inseguire in un faldone quando servono subito.
  • Nessun documento firmato che sparisce. Un consenso firmato su carta smarrito proprio quando serve per una contestazione legale è un danno economico che può pesare: con la firma grafometrica il documento nasce digitale, resta nella cartella del paziente ed è sempre reperibile.

A seconda di come lavori, il gestionale copre anche altre aree, come la diagnostica, il magazzino o più sedi.

Il canone si ripaga in fretta

Messo tutto insieme, il costo di un gestionale è un investimento che rientra in tempi brevi: il tempo che liberi e gli incassi che recuperi valgono diverse volte il canone che paghi ogni mese. Per la maggior parte degli studi il gestionale si ripaga, e anche in fretta.

Scopri quanto puoi risparmiare sul tuo studio

Il risparmio che conta è quello del tuo studio. Con il nostro calcolatore di risparmio parti dai tuoi numeri — quanti appuntamenti gestisci, con quali attività — e vedi in modo trasparente il tempo e il denaro che puoi recuperare, da mettere accanto al canone. E se vuoi vederlo al lavoro, guarda il gestionale medico DBMedica e richiedi una demo gratuita.

Domande Frequenti

Esiste un numero preciso di quanto fa risparmiare un gestionale medico?

No, e diffida di chi lo promette: il risparmio dipende dal tuo studio — quanti appuntamenti gestisci, quante ore vanno in lavoro ripetitivo, quante prenotazioni perdi a centro chiuso. Per la stima sul tuo studio parti dai numeri reali con il calcolatore di risparmio.

Come fa un gestionale a ridurre i no-show?

Con i promemoria automatici prima della visita: un paziente avvisato per tempo si presenta o disdice, liberando lo slot. È l’effetto più documentato dalle ricerche di settore e dalla letteratura clinica sui promemoria via SMS e telefono per ridurre le assenze agli appuntamenti.

Quando si iniziano a vedere i risparmi?

Sul tempo da subito: le attività ripetitive di segreteria e fatturazione si accorciano dal primo giorno. Sugli appuntamenti il recupero cresce nel tempo, man mano che i promemoria riducono i no-show e la prenotazione online riempie gli slot liberi.

Un gestionale conviene anche a uno studio piccolo?

Sì: anche con pochi medici il tempo liberato dal lavoro ripetitivo e gli appuntamenti recuperati incidono sul bilancio. Quanto, dipende dai tuoi numeri: lo stimi con il calcolatore di risparmio, che vale per lo studio piccolo come per il centro grande.

Il risparmio ripaga davvero il canone?

Sì: per la maggior parte degli studi il tempo liberato e gli appuntamenti recuperati superano il canone del gestionale, spesso con ampio margine, e così si ripaga in fretta. Di quanto esattamente, e in quanto tempo, dipende dai tuoi numeri: mettili nel calcolatore e confrontali con il canone per vedere in quanto rientri.

1 2 3 4 … 23