gestionale per poliambulatorio

Nuovo nomenclatore tariffario delle prestazioni sanitarie 2026: quando entra in vigore per le strutture convenzionate

Per mesi il tema è stato la proroga: il nuovo nomenclatore tariffario della specialistica ambulatoriale e della protesica era stato rinviato, e la parola d’ordine per le strutture convenzionate era «non toccare i listini, si aspetta». Quel quadro è cambiato. Con l’intesa raggiunta in Conferenza Stato-Regioni del 23 luglio 2026, il nuovo decreto tariffe non aspetta più la fine dell’anno: le nuove tariffe con cui il SSN rimborsa visite, esami e protesi sono attese dal 21 settembre 2026. Se gestisci un gestionale per poliambulatorio o un centro accreditato, è il momento di rimettere mano ai listini delle convenzioni, non di rimandare.

Cosa è successo: dalla proroga al nuovo decreto tariffe

Il nuovo nomenclatore delle prestazioni di assistenza specialistica ambulatoriale e protesica nasce da un lavoro lungo, avviato nel 2023 e formalizzato con il decreto tariffe pubblicato in Gazzetta Ufficiale a fine 2024 (i tariffari nazionali delle prestazioni del SSN sono raccolti sul sito del Ministero della Salute). La prima entrata in vigore era fissata al 1° gennaio 2025, ma molte strutture accreditate avevano giudicato le tariffe proposte insufficienti a coprire i costi reali delle prestazioni, e la partenza era stata rinviata — l’ultima proroga, col decreto Milleproroghe di fine 2025 convertito in legge nei primi mesi del 2026, aveva spostato tutto al 31 dicembre 2026.

Nel frattempo, tra il contenzioso davanti al TAR del Lazio e il confronto con le Regioni, il testo è stato rivisto. Il risultato è un nuovo decreto tariffe su cui la Conferenza Stato-Regioni ha dato l’intesa il 23 luglio 2026, con una data di partenza anticipata e certa. In pratica: la vecchia scadenza «dicembre 2026» è superata, e la transizione al nuovo regime scatta a settembre.

Quando entra in vigore il nuovo nomenclatore tariffario 2026

Le nuove tariffe SSN per la specialistica ambulatoriale e per l’assistenza protesica entrano in vigore dal 21 settembre 2026. È la data riportata dalle testate di settore a valle dell’intesa Stato-Regioni del 23 luglio 2026: diventerà definitiva con la pubblicazione del decreto tariffe in Gazzetta Ufficiale, quindi conviene verificarla sulle fonti ufficiali prima di adeguare i listini. Fino a quel giorno restano validi gli importi attuali; dal 21 settembre le prestazioni interessate vanno rimborsate con le nuove tariffe.

Secondo quanto riportato in sede di intesa, la revisione riguarda le prestazioni di specialistica ambulatoriale e i codici della protesica, con un aumento medio dei rimborsi riconosciuti dal SSN nell’ordine di alcuni punti percentuali. I dati puntuali per singola prestazione sono quelli allegati al decreto: sono il riferimento con cui aggiornare i listini delle convenzioni, prestazione per prestazione.

Chi è interessato

Il nuovo nomenclatore riguarda chi eroga prestazioni per il Servizio Sanitario Nazionale e viene rimborsato dalle Regioni o dalle ASL:

  • poliambulatori e centri medici accreditati con il SSN;
  • laboratori di analisi e centri diagnostici convenzionati;
  • strutture accreditate per la specialistica (compresi ambulatori odontoiatrici e di fisioterapia in convenzione);
  • chi eroga assistenza protesica a carico del SSN.

Chi lavora solo in regime privato non è toccato dal rimborso SSN, ma il nomenclatore resta il riferimento con cui molti listini privati e le convenzioni con enti e assicurazioni vengono allineati: vale comunque la pena guardarlo.

Cosa fare in pratica prima del 21 settembre

  • Individua le prestazioni interessate. Non tutte le tariffe cambiano: parti dall’elenco allegato al decreto e segna quali dei tuoi codici sono coinvolti.
  • Aggiorna i listini delle convenzioni. Gli importi nuovi vanno riportati sul listino con cui fatturi al SSN e agli enti, con la data di decorrenza del 21 settembre.
  • Tieni separati “prima” e “dopo”. Le prestazioni erogate fino al 20 settembre vanno rendicontate con le tariffe vecchie, quelle dal 21 con le nuove: la data della prestazione decide l’importo.
  • Controlla i flussi di rendicontazione regionale. Verifica con la tua ASL/Regione che i tracciati e le regole di rimborso siano allineati alla nuova decorrenza.

Come DBMedica ti aiuta con i listini delle convenzioni

Un cambio di tariffario è un lavoro di listini: quali prezzi cambiano, su quali convenzioni, da quando. È qui che si vede la differenza tra un gestionale che tiene insieme prestazioni, listini e rimborsi e un foglio di calcolo aggiornato a mano. DBMedica è un software gestionale medico in cloud per poliambulatori e strutture convenzionate, che tiene insieme agenda, cartella clinica, fatturazione e i listini delle convenzioni e degli enti. Sul passaggio al nuovo nomenclatore fa tre cose concrete.

Un listino dedicato per ogni convenzione ed ente

Ogni convenzione o ente ha il suo listino: quando la prestazione entra in fattura, DBMedica richiama in automatico il prezzo del listino che vale per quel caso — il listino base, quello del singolo medico o quello della convenzione. Aggiorni gli importi del nomenclatore una volta sul listino giusto, e da lì valgono per tutte le prestazioni di quella convenzione.

La presa in carico degli importi concordati

Con la presa in carico blocchi gli importi concordati appuntamento per appuntamento, così quello che rendiconti è quello che è stato pattuito, senza ricalcoli a mano. E i tempi di rimborso restano sotto controllo: vedi in ogni momento cosa hai fatturato alle convenzioni e cosa devono ancora liquidarti.

La fattura nasce dalla prestazione

Le prestazioni registrate in agenda diventano fattura senza riscriverle, con il prezzo pescato dal listino giusto. Quando aggiorni il listino della convenzione al nuovo tariffario, le prestazioni successive alla decorrenza arrivano in fattura già con l’importo corretto: niente doppio inserimento, niente correzioni una per una.

Domande frequenti sul nuovo nomenclatore tariffario 2026

Quando entra in vigore il nuovo nomenclatore tariffario?

Le nuove tariffe SSN per la specialistica ambulatoriale e la protesica entrano in vigore dal 21 settembre 2026, in base al decreto tariffe su cui la Conferenza Stato-Regioni ha dato l’intesa il 23 luglio 2026. Fino al 20 settembre restano validi gli importi precedenti.

La proroga al 31 dicembre 2026 è ancora valida?

No. Il rinvio al 31 dicembre 2026 previsto dal decreto Milleproroghe di fine 2025 è stato superato dal nuovo decreto tariffe: le tariffe riviste non aspettano più la fine dell’anno e partono il 21 settembre 2026.

Chi deve adeguare le tariffe?

Le strutture che erogano prestazioni per il SSN e vengono rimborsate dalle Regioni o dalle ASL: poliambulatori e centri medici accreditati, laboratori e centri diagnostici convenzionati, strutture accreditate per la specialistica e per l’assistenza protesica.

Cambiano tutte le tariffe o solo alcune?

Solo una parte. La revisione riguarda un insieme selezionato di prestazioni di specialistica ambulatoriale e di codici della protesica: il riferimento puntuale, prestazione per prestazione, è l’elenco allegato al decreto tariffe, da usare per aggiornare i listini.

Un adeguamento con una data precisa

Il passaggio dalla logica dell’attesa a una data certa cambia il compito: non più «restare fermi», ma adeguare i listini delle convenzioni entro il 21 settembre, tenendo separate le prestazioni erogate prima e dopo. Con i listini per convenzione e la presa in carico degli importi concordati, questo lavoro si fa una volta sul listino giusto invece che fattura per fattura. Guarda il gestionale per poliambulatorio di DBMedica e richiedi una demo gratuita: listini delle convenzioni, presa in carico dei rimborsi e fatturazione al SSN, configurati sulla tua struttura.

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Milleproroghe 2026: le misure sanitarie per gli studi e gli ambulatori medici

Il Milleproroghe 2026 è la legge che, a inizio anno, rinvia scadenze e proroga misure in scadenza in molti settori, sanità compresa. Non tutto ciò che finisce sui giornali riguarda chi manda avanti uno studio o un ambulatorio privato: buona parte delle norme è pensata per gli ospedali e il Servizio Sanitario Nazionale. Qui restiamo sul concreto e vediamo cosa prevede il Milleproroghe 2026 per gli studi medici e le piccole strutture private, misura per misura, con i termini verificati. Se cerchi lo strumento per tenere in ordine agenda, cartella e adempimenti, questo è il nostro software gestionale medico.

Cosa prevede il Milleproroghe 2026 per gli studi e gli ambulatori medici?

Il provvedimento è il decreto Milleproroghe di fine 2025, convertito con legge nei primi mesi del 2026. Sul fronte sanità contiene un pacchetto ampio, ma per chi lavora in uno studio o in un ambulatorio privato le voci che spostano davvero qualcosa sono tre: il rinvio del nuovo nomenclatore tariffario, la ricetta elettronica dematerializzata resa definitiva e le nuove regole di accreditamento delle strutture private. Le vediamo una alla volta.

Nomenclatore tariffario: cosa cambia per chi lavora in convenzione?

Il nuovo nomenclatore tariffario della specialistica ambulatoriale e della diagnostica di laboratorio è rinviato: la sua applicazione slitta al 31 dicembre 2026. In pratica, chi fattura prestazioni in convenzione o in regime di accreditamento con il SSN continua a farlo con le tariffe attualmente vigenti, non con quelle nuove. Il rinvio nasce dalle contestazioni sull’adeguatezza delle nuove tariffe, arrivate anche davanti al TAR.

Un aggiornamento importante: quel rinvio al 31 dicembre 2026 è stato poi superato. Con l’intesa raggiunta in Conferenza Stato-Regioni del 23 luglio 2026, le nuove tariffe non aspettano più la fine dell’anno ed entrano in vigore dal 21 settembre 2026 — data riportata dalle testate di settore a valle dell’intesa, che diventerà definitiva con la pubblicazione del decreto tariffe in Gazzetta Ufficiale (conviene verificarla sulle fonti ufficiali prima delle scadenze). Se lavori solo in regime privato le tue tariffe le decidi tu e il nomenclatore non ti tocca direttamente; conta invece per poliambulatori, laboratori e centri diagnostici che erogano per conto del SSN. Abbiamo dedicato al tema un approfondimento con la data aggiornata: quando entra in vigore il nuovo nomenclatore tariffario 2026.

La ricetta cartacea è ancora obbligatoria? La dematerializzata diventa definitiva

Le modalità digitali della ricetta elettronica, introdotte durante l’emergenza pandemica e finora tenute in vita di proroga in proroga, diventano strutturali. Cade il termine del 31 dicembre 2025 e le modalità nate con l’ordinanza n. 884 del 2022 si applicano in via ordinaria: al momento della prescrizione il medico può recapitare al paziente il promemoria in forma digitale — via posta elettronica, anche certificata, o comunicando il numero di ricetta elettronica tramite SMS o app di messaggistica — senza dover stampare il foglio cartaceo. Resta comunque il diritto del paziente a ottenere, se lo chiede, una copia su carta.

Per lo specialista che prescrive a carico del SSN significa che il canale digitale non è più una misura a scadenza: è la regola. Non è, invece, un obbligo di prescrivere «solo in digitale senza alternative»: la copia cartacea resta a disposizione di chi la chiede.

Accreditamento delle strutture private: cosa slitta?

Il Milleproroghe interviene anche sull’accreditamento istituzionale delle strutture sanitarie private, rinviando l’entrata in vigore delle nuove regole. Secondo le prime letture delle testate di settore lo spostamento porta l’avvio del nuovo quadro al 2027, dando alle Regioni più tempo per adeguare i propri ordinamenti. È la misura su cui invitiamo alla prudenza: ⚠️ il termine esatto va confermato sul testo pubblicato in Gazzetta Ufficiale prima di darlo per definitivo. Riguarda comunque solo chi opera in regime di accreditamento con il SSN, non lo studio interamente privato.

Come DBMedica ti aiuta con gli adempimenti dello studio

Le proroghe cambiano le date, non il lavoro quotidiano di uno studio: prestazioni da tariffare, fatture da emettere e trasmettere, prescrizioni da tenere in ordine. DBMedica è un software gestionale medico in cloud per studi e ambulatori, che tiene insieme agenda, cartella clinica, fatturazione e invio al Sistema TS. Sui punti toccati dal Milleproroghe fa due cose concrete.

Tariffe delle prestazioni e fatturazione sempre allineate

Il prezzario delle prestazioni è configurato nel gestionale: finché valgono le tariffe attuali fatturi con quelle, e quando cambieranno aggiorni il listino senza rifare i conti a mano. La fattura nasce dalla prestazione registrata in agenda, con bollo, fattura elettronica verso lo SDI e dati pronti per il Sistema TS. È il cuore della nostra fatturazione medica e Sistema TS.

Le prescrizioni collegate alla visita

Ogni prescrizione fatta al paziente resta registrata nella sua cartella, insieme allo storico delle terapie: quando il paziente torna hai davanti cosa gli è stato prescritto e quando, senza cercare tra fogli e appunti.

Domande frequenti sul Milleproroghe 2026 per gli studi medici

Il nuovo nomenclatore tariffario è già in vigore nel 2026?

Il Milleproroghe ne aveva rinviato l’applicazione al 31 dicembre 2026, ma quel termine è stato poi superato: le nuove tariffe entrano in vigore dal 21 settembre 2026, in base all’intesa Stato-Regioni del 23 luglio 2026. Fino a quella data restano valide le tariffe precedenti. Dettagli nell’approfondimento dedicato.

Devo ancora stampare la ricetta cartacea al paziente?

Non sei obbligato: le modalità digitali di consegna del promemoria della ricetta elettronica sono diventate definitive e puoi recapitarlo via email, PEC, SMS o app. Il paziente conserva però il diritto di chiedere una copia su carta.

Il Milleproroghe 2026 riguarda anche lo studio privato non convenzionato?

In parte. Il nomenclatore tariffario e l’accreditamento toccano chi lavora in convenzione o accreditamento con il SSN. La ricetta elettronica dematerializzata riguarda invece chiunque prescriva a carico del SSN. Per lo studio interamente privato l’impatto pratico è limitato.

Dove trovo il testo ufficiale del Milleproroghe 2026?

Si tratta del decreto-legge 31 dicembre 2025, n. 200 (il Milleproroghe 2026), convertito dalla legge 27 febbraio 2026, n. 26 (Gazzetta Ufficiale, Serie Generale n. 49 del 28 febbraio 2026).

In sintesi

Per uno studio o un ambulatorio, il Milleproroghe 2026 si riduce a poche cose da tenere a mente: le nuove tariffe della specialistica in convenzione entrano in vigore dal 21 settembre 2026 (il rinvio a fine anno è stato superato), la ricetta digitale è ormai la regola, l’accreditamento delle strutture private slitta. Il resto del lavoro — tariffare, fatturare, trasmettere al Sistema TS, tenere le prescrizioni in cartella — non cambia, e vale la pena farlo con uno strumento solo. Guarda la fatturazione medica e Sistema TS di DBMedica e richiedi una demo gratuita.

gestionale studio fisioterapico

FSE 2.0 e fisioterapisti: le indicazioni operative di FNOFI

Con il passaggio alla fase operativa del Fascicolo Sanitario Elettronico 2.0, anche i fisioterapisti sono chiamati a partecipare attivamente alla digitalizzazione del fascicolo. FNOFI ha pubblicato le proprie indicazioni operative rivolte specificamente ai liberi professionisti, con requisiti tecnici precisi da rispettare.

Il quadro normativo: cosa cambia dal 31 marzo 2026

Il Decreto Ministeriale del 30 dicembre 2024 (pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 10 febbraio 2025) ha esteso l’ambito soggettivo del FSE 2.0 includendo esplicitamente gli studi fisioterapici tra le strutture tenute ad alimentare il fascicolo. La Phase 3 dell’implementazione FSE fissa il 31 marzo 2026 come data di entrata in regime operativo.

FNOFI ha scelto un approccio inclusivo: ha pubblicato indicazioni operative che coinvolgono tutti i fisioterapisti, compresi i liberi professionisti privati, invitandoli ad adeguarsi alle nuove regole senza attendere ulteriori chiarimenti normativi.

Chi opera all’interno di strutture SSN o con accreditamento è sicuramente soggetto all’obbligo. Per i liberi professionisti in regime puramente privato, la situazione normativa è ancora in evoluzione sul piano interpretativo: FNOFI non ha emesso un parere di esclusione e anzi invita ad anticipare l’adeguamento in via cautelativa.

Cosa richiedono le indicazioni operative FNOFI

FNOFI ha definito le indicazioni operative in un documento dedicato ai fisioterapisti liberi professionisti. I punti chiave riguardano:

1. Quali documenti trasmettere al FSE

Il fisioterapista deve inviare la documentazione clinica formale prodotta a seguito della prestazione: la relazione clinica iniziale (valutazione funzionale), il referto di fine ciclo riabilitativo e qualsiasi documento che attesti formalmente l’avvenuta prestazione sanitaria. Non rientrano nel perimetro FSE le fatture e la documentazione puramente amministrativa.

2. Tempi di trasmissione

Il decreto Phase 3 prevede che i documenti clinici vengano trasmessi entro 5 giorni dalla prestazione (o dalla validazione del referto da parte del professionista).

3. Formato: addio al PDF semplice

Il FSE 2.0 richiede interoperabilità a livello nazionale e — in prospettiva — europeo. I documenti devono essere prodotti in formato strutturato HL7 CDA, visualizzati al paziente come PDF ma con struttura dati standardizzata. Un PDF scansionato o un referto Word non sono conformi.

4. Firma digitale obbligatoria

Ogni documento clinico trasmesso al FSE deve essere firmato digitalmente (standard PAdES) dal fisioterapista che ha erogato la prestazione. La firma attribuisce responsabilità clinica e legale al documento.

5. Software gestionale certificato

Il fisioterapista non può generare manualmente file HL7 CDA: è necessario dotarsi di un software gestionale compatibile con il FSE 2.0, in grado di produrre documenti nel formato corretto, interfacciarsi in modo sicuro con il portale regionale e tracciare i log di trasmissione. Il software deve figurare nella lista ufficiale degli accreditati FSE 2.0 del Ministero della Salute (it-fse-accreditati).

6. Privacy e oscuramento selettivo

I fisioterapisti devono rispettare il diritto all’oscuramento selettivo: se un paziente chiede che una prestazione non sia visibile ad altri professionisti che consulteranno il fascicolo, il software deve poter gestire questa richiesta durante l’invio al gateway FSE.

Cosa fare in pratica

Se gestisci uno studio di fisioterapia o sei un libero professionista:

  1. Verifica la tua situazione con l’Ordine territoriale: l’implementazione è in fase di definizione regione per regione; il tuo OFI provinciale può indicarti lo stato esatto degli obblighi nella tua area
  2. Verifica il tuo software: contatta il fornitore e chiedi conferma che sia nella lista ufficiale degli accreditati FSE 2.0 e che supporti la generazione di documenti HL7 CDA con firma digitale integrata
  3. Procurati la firma digitale: se non l’hai ancora, attivala tramite il tuo Ordine provinciale o un provider accreditato
  4. Monitora la tua Regione: l’implementazione tecnica è regionale; le istruzioni operative per l’accesso al portale FSE variano da Regione a Regione
  5. Aggiorna i tuoi consensi: verifica che i tuoi moduli di consenso informato includano riferimenti al trattamento dati nell’ambito del FSE e al diritto di oscuramento selettivo

Come DBMedica supporta gli studi fisioterapici

DBMedica è incluso nella lista ufficiale degli software accreditati FSE 2.0 del Ministero della Salute (convalida completata ad aprile 2024) e supporta nativamente tutti i requisiti tecnici previsti dalle indicazioni FNOFI.

La piattaforma gestisce la generazione del documento clinico nel formato corretto (HL7 CDA), la firma digitale del referto, la trasmissione al gateway FSE entro i termini previsti e il tracciamento in tempo reale dello stato di ogni invio — con gestione degli errori e degli scarti direttamente dall’interfaccia del gestionale. Per i poliambulatori con reparti di fisioterapia, l’adeguamento FSE avviene in modo uniforme per tutte le specialità gestite dalla piattaforma.

Il tuo studio fisioterapico deve adeguarsi al FSE 2.0? Contattaci per verificare la compatibilità del tuo setup e attivare l’integrazione FSE senza interruzioni all’attività clinica.

Fonte: FNOFI — Federazione Nazionale Ordini Fisioterapisti

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