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Sistema TS 2026: addio alle scadenze semestrali

Il D.Lgs. n. 81/2025 e il DM 29/10/2025 hanno ridisegnato le modalità di trasmissione dei dati di spesa sanitaria al Sistema Tessera Sanitaria. Dal 2026 esiste una sola scadenza annuale, fissata al 31 gennaio dell’anno successivo a quello delle prestazioni. Per chi gestisce uno studio medico o un poliambulatorio privato, questo cambia il modo di pianificare la raccolta e l’invio dei dati per tutto l’anno.

Cosa cambia con il nuovo regime annuale

Fino al 2024, i professionisti sanitari e le strutture private erano tenuti a trasmettere al Sistema Tessera Sanitaria i dati delle spese sanitarie sostenute dai propri pazienti con cadenza semestrale: due finestre di invio all’anno, con scadenze ravvicinate che spesso coincidevano con i periodi di maggiore carico fiscale degli studi.

Il D.Lgs. n. 81/2025 (il cosiddetto “Decreto Correttivo”), attuato con il DM 29/10/2025, ha introdotto una semplificazione strutturale: dal 2025 in poi, esiste una sola scadenza annuale fissa.

I dati di spesa sanitaria relativi a un intero anno solare devono essere trasmessi entro il 31 gennaio dell’anno successivo. Nel caso in cui il 31 gennaio cada di sabato o domenica, la scadenza slitta al primo giorno lavorativo utile — come avvenuto per il 2026, quando il termine effettivo era il 2 febbraio 2026 per le spese del 2025.

Una novità ulteriore: gli operatori possono inviare i dati in modo progressivo durante tutto l’anno (invii parziali facoltativi), anziché attendere il mese di gennaio con un carico di dati accumulato nei dodici mesi precedenti.

Chi è interessato

Il regime di trasmissione annuale si applica a tutti i soggetti obbligati all’invio al Sistema TS:

  • Medici chirurghi e specialisti in libera professione
  • Odontoiatri e studi odontoiatrici privati
  • Poliambulatori e centri medici privati
  • Psicologi, fisioterapisti, logopedisti e altri professionisti sanitari
  • Strutture autorizzate all’erogazione di servizi sanitari

Sono esclusi dall’obbligo solo le prestazioni fatturate in regime di convenzione SSN (già gestite dal sistema pubblico) e le prestazioni esenti per legge.

Le scadenze da ricordare

Scadenza ordinaria: i dati di spesa sanitaria dell’anno in corso devono essere trasmessi al Sistema TS entro il 31 gennaio dell’anno successivo. Per il 2026 (spese sostenute nel 2026), la scadenza è il 2 febbraio 2027 (poiché il 31 gennaio 2027 cade di sabato).

Correzioni e integrazioni: eventuali rettifiche ai dati già inviati sono possibili entro circa dieci giorni dalla scadenza ordinaria (la data esatta viene comunicata ogni anno dal MEF sul portale del Sistema TS).

Cosa fare in pratica

Il passaggio a un regime annuale è una semplificazione burocratica, ma richiede una diversa organizzazione interna alla struttura sanitaria:

  1. Non aspettare gennaio. L’accumulo di tutti i dati a fine anno è rischioso: aumenta la probabilità di errori, rende difficile recuperare anagrafica o dati di fatture emesse mesi prima, e comprime i tempi per correggere eventuali scarti. Adottare una routine di invio mensile o trimestrale — sfruttando la facoltà degli invii parziali — è la scelta più prudente.
  2. Verificare che i Codici Fiscali siano corretti. Il Sistema TS scarta ogni documento con CF non valido o incongruente. La verifica dovrebbe avvenire al momento dell’accettazione del paziente, non a gennaio.
  3. Controllare la gestione delle opposizioni. Il paziente ha il diritto di opporsi all’invio dei propri dati di spesa al Sistema TS. Questo diniego deve essere registrato sulla fattura e rispettato dall’invio. Una gestione approssimata di questo aspetto espone la struttura a sanzioni per violazione della privacy.
  4. Riconciliare i dati prima dell’invio. Prima di trasmettere il lotto annuale, confrontare il totale delle fatture emesse con i dati presenti nel gestionale per escludere duplicati, fatture annullate o dati mancanti.
  5. Conservare le ricevute di trasmissione. Il Sistema TS rilascia un esito per ogni invio. Questi file vanno archiviati per dimostrare l’adempimento in caso di verifica fiscale.

Come DBMedica ti aiuta con il Sistema TS

Organizzare la trasmissione annuale senza un gestionale strutturato significa gestire manualmente l’esportazione di mesi di fatture, verificare centinaia di Codici Fiscali e compilare file di testo nel formato richiesto dal portale ministeriale. Con un elevato rischio di errori e un costo in ore di lavoro della segreteria che tende a esplodere proprio nelle settimane più caotiche dell’anno.

DBMedica integra nativamente il modulo Sistema Tessera Sanitaria, che gestisce l’intero processo senza necessità di file esterni o operazioni manuali:

Gestione delle opposizioni nativa

Nell’anagrafica del paziente è possibile registrare la preferenza relativa all’invio al Sistema TS. Quando questa informazione è presente, DBMedica la riporta automaticamente sulla fattura (con la dicitura normativa prevista) e la esclude dal lotto di trasmissione. Nessun rischio di inviare dati di pazienti che si sono opposti.

Invio diretto dal gestionale

Accedendo alla sezione dedicata al Sistema TS, è possibile selezionare il periodo di riferimento (mese, trimestre o anno intero) e avviare la trasmissione con un singolo comando. DBMedica compila e invia il tracciato nel formato richiesto dal portale ministeriale, senza richiedere esportazioni manuali o interventi tecnici esterni.

Calcolo automatico di bollo e codici prestazione

Le prestazioni inserite a listino in DBMedica sono già categorizzate secondo le tipologie richieste dal Sistema TS. L’imposta di bollo virtuale viene calcolata automaticamente al momento dell’emissione della fattura. Questo elimina alla radice due delle cause più frequenti di scarto da parte del portale ministeriale.

Invii parziali durante l’anno

Con il nuovo regime annuale, la facoltà di trasmettere i dati in modo progressivo durante l’anno diventa uno strumento di controllo prezioso. DBMedica permette di lanciare trasmissioni parziali in qualsiasi momento, così da intercettare eventuali anomalie mese per mese anziché a ridosso della scadenza di gennaio.

Pianifica ora, senza stress a gennaio

Il cambiamento al regime annuale è una semplificazione normativa, ma richiede un cambio di abitudine operativa. Strutture che si affidano ancora a procedure manuali rischiano di arrivare al 31 gennaio con mesi di dati da riconciliare e scarse possibilità di correggere gli errori in tempo. Richiedi una demo gratuita di DBMedica per vedere come il modulo Sistema TS può trasformare un adempimento stressante in una routine automatica e sicura.

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Fatturazione elettronica per studi medici: la guida completa 2026

Con il D.Lgs. 81/2025, il quadro normativo della fatturazione elettronica nel settore sanitario è diventato definitivo. La regola non è più “tutti obbligati” né “tutti esclusi”: dipende da chi è il cliente. Per uno studio medico o un poliambulatorio che fattura a pazienti privati, ad aziende, a enti pubblici e a strutture convenzionate, capire esattamente quando emettere fattura elettronica e quando no è essenziale per evitare sanzioni e semplificare i processi amministrativi.

Il regime 2026: tre scenari distinti

La normativa distingue nettamente tre tipologie di clienti, con regole diverse per ciascuna.

Fattura a un paziente privato (B2C): la fattura elettronica è vietata

Per le prestazioni sanitarie erogate a persone fisiche — cioè i pazienti comuni — la fattura elettronica tramite Sistema di Interscambio (SdI) è espressamente vietata ai sensi del D.Lgs. 81/2025. Questo divieto si applica a tutti i soggetti tenuti all’invio dei dati al Sistema Tessera Sanitaria (STS) e, più in generale, a chi documenta prestazioni sanitarie verso persone fisiche.

La ragione del divieto è la tutela della riservatezza: una fattura elettronica che transita per il SdI potrebbe contenere informazioni sanitarie sensibili (la natura della prestazione svolta) accessibili dall’Agenzia delle Entrate. Il legislatore ha quindi scelto di mantenere il formato cartaceo o PDF non SDI per questo flusso.

In pratica: per le visite specialistiche, le prestazioni fisioterapiche, le sedute odontoiatriche o qualsiasi altra prestazione erogata al paziente persona fisica, si emette una fattura tradizionale — cartacea o PDF — senza passare per il SdI. L’obbligo di invio al STS rimane separato e indipendente.

Fattura a un’azienda o professionista (B2B): la fattura elettronica è obbligatoria

Se il cliente è una società, uno studio professionale o un qualsiasi altro soggetto con partita IVA, la fattura elettronica tramite SdI è obbligatoria come per tutti gli altri settori. Un medico che fattura una prestazione a un’azienda per una visita medico-competenza, un poliambulatorio che fattura a un’assicurazione per una perizia, uno studio che fattura a un’altra struttura per l’utilizzo di attrezzature: tutti questi casi rientrano nel regime B2B con FE obbligatoria.

Il formato è XML conforme alle specifiche dell’Agenzia delle Entrate (formato FatturaPA), inviato tramite SdI e recapitato al destinatario tramite il suo codice destinatario o la sua PEC.

Fattura alla Pubblica Amministrazione (PA): la fattura elettronica è obbligatoria

Le prestazioni fatturate ad enti della Pubblica Amministrazione — ASL, ospedali pubblici, comuni, enti previdenziali — seguono da anni il regime di fatturazione elettronica obbligatoria tramite SdI nel formato FatturaPA. Non ci sono novità su questo fronte: l’obbligo è vigente dal 2015 per le PA centrali e dal 2018 per quelle locali.

Il Sistema Tessera Sanitaria: obbligazione separata

Un malinteso frequente è pensare che la fattura elettronica e l’invio al Sistema Tessera Sanitaria siano la stessa cosa, o che l’uno sostituisca l’altro. Non è così.

  • La fattura elettronica è il documento fiscale trasmesso tramite SdI: per le prestazioni B2C sanitarie, è vietata.
  • Il Sistema Tessera Sanitaria (STS) è il sistema ministeriale a cui devono essere trasmessi i dati di spesa sanitaria dei pazienti, per consentire la precompilazione del 730. L’obbligo STS esiste indipendentemente dalla fattura elettronica e ha la propria scadenza annuale (31 gennaio dell’anno successivo).

In sintesi: per un paziente privato si emette una fattura tradizionale (non FE) e si trasmettono i dati al STS. Per un’azienda si emette la FE tramite SdI e non si trasmette al STS (le persone giuridiche non hanno diritto alla precompilazione).

Gli errori più comuni da evitare

Emettere FE per prestazioni a pazienti privati. Dal 2026 è un errore sanzionabile e una violazione della privacy del paziente.

Non emettere FE per prestazioni a soggetti con P.IVA. Un medico che fattura a un’azienda con fattura cartacea è inadempiente agli obblighi di FE.

Confondere i codici tipo documento. La fattura elettronica sanitaria per soggetti PA usa codici specifici che devono essere impostati correttamente nel software.

Non aggiornare le impostazioni del software a metà anno. Se il software gestionale non è aggiornato con il regime 2026, potrebbe proporre FE anche per i privati, invertendo correttamente la logica.

Come DBMedica gestisce la fatturazione elettronica

Separazione automatica B2C / B2B / PA

DBMedica gestisce automaticamente la distinzione tra i diversi regimi di fatturazione. Quando si crea una fattura per un paziente persona fisica, il gestionale emette la fattura nel formato tradizionale — senza proporre l’invio al SdI. Quando il cliente è un soggetto con partita IVA (un’azienda, un ente), DBMedica prepara automaticamente il tracciato XML FatturaPA e lo trasmette tramite l’integrazione diretta con il SdI.

Questo elimina la necessità di ricordare manualmente “per chi devo fare FE e per chi no”: il gestionale gestisce la logica basandosi sul tipo di cliente registrato in anagrafica.

Fatturazione elettronica B2B e PA nativa

L’invio al SdI è integrato nativamente in DBMedica: non è necessario esportare file XML e caricarli manualmente su portali esterni. La fattura viene inviata direttamente e lo stato di elaborazione (consegnata, notificata, scartata) è visibile dalla lista fatture. In caso di scarto, DBMedica mostra il motivo esatto dello scarto per permettere la correzione e il re-invio.

Calcolo automatico del bollo e dell’IVA

Le prestazioni sanitarie hanno regole specifiche per l’imposta di bollo (applicabile oltre i 77,47 euro) e per l’IVA (spesso esente per le prestazioni di diagnosi e cura). DBMedica calcola automaticamente questi importi in base alla configurazione della prestazione nel listino, eliminando uno dei principali motivi di errore nelle fatture sanitarie.

Sistema Tessera Sanitaria integrato

Per le fatture ai pazienti privati, DBMedica gestisce in parallelo l’invio al STS: selezione del periodo, verifica dei codici fiscali, trasmissione del lotto, monitoraggio degli esiti. Il modulo STS è integrato nella stessa piattaforma della fatturazione, senza necessità di esportazioni o software separati.

Un solo software per tutti i regimi di fatturazione

La complessità del regime 2026 — FE obbligatoria per B2B/PA, vietata per B2C, STS per i privati — richiede un gestionale che conosca le regole e le applichi automaticamente, senza delegare la distinzione all’operatore. Richiedi una demo gratuita di DBMedica per vedere come la fatturazione elettronica B2B/PA, le fatture tradizionali per i privati e l’invio al STS sono gestiti in un unico flusso integrato, senza rischi di errore e senza processi manuali.

comunicare via email

Comunicare con i pazienti via email: guida per studi medici

L’email resta uno degli strumenti di comunicazione più sottovalutati negli studi medici. Mentre molte strutture si concentrano su SMS e WhatsApp per i promemoria, l’email offre possibilità che gli altri canali non coprono: inviare referti e documenti in modo sicuro, comunicare informazioni dettagliate prima di un intervento, e mantenere un rapporto continuativo con i pazienti senza i costi per messaggio tipici degli SMS. Il problema è che la maggior parte degli studi non ha mai strutturato una strategia di comunicazione via email, e finisce per usarla in modo disordinato — o per non usarla affatto.

Perché la comunicazione con i pazienti via email è ancora un problema

La comunicazione tra studio medico e paziente avviene tradizionalmente per telefono: la segreteria chiama per confermare appuntamenti, il paziente chiama per chiedere risultati, il medico detta al telefono indicazioni post-visita che il paziente dimentica dieci minuti dopo.

Questo modello ha costi nascosti:

  • La segreteria passa ore al telefono per comunicazioni che potrebbero essere automatizzate: conferme, istruzioni pre-esame, invio documenti.
  • I referti vengono consegnati di persona o spediti per posta, costringendo il paziente a tornare in studio solo per ritirare un foglio. Oppure vengono inviati via email in modo improvvisato, senza verificare la sicurezza della trasmissione né il consenso del paziente.
  • Le informazioni pre e post-visita non vengono documentate. Il medico spiega a voce la preparazione per un esame o le indicazioni post-operatorie, il paziente non ricorda tutto, e lo studio non ha traccia di cosa è stato comunicato.
  • Non esiste una distinzione tra i canali. Lo stesso tipo di messaggio viene inviato a volte via SMS, a volte via email, a volte via WhatsApp personale del medico, senza una logica. Il risultato è confusione per il paziente e per lo studio.
  • Il GDPR viene ignorato o temuto eccessivamente. Alcuni studi inviano dati sanitari via email senza alcuna precauzione. Altri, per timore delle sanzioni, evitano completamente l’email e tornano alla carta. Entrambi gli estremi sono sbagliati.

Questi problemi colpiscono tutte le tipologie di struttura: dallo studio singolo al poliambulatorio multi-sede, dallo studio odontoiatrico al centro fisioterapico.

Come comunicare efficacemente con i pazienti via email

1. Definire quando usare l’email e quando usare altri canali

Non tutti i messaggi sono uguali, e non tutti i canali sono adatti a ogni situazione. Una regola pratica:

  • SMS: promemoria brevi e urgenti. L’SMS ha un tasso di apertura altissimo ed è ideale per i reminder appuntamento (24-48 ore prima). Il messaggio deve essere di poche righe: data, ora, luogo, eventuale istruzione.
  • WhatsApp: comunicazioni semi-informali che richiedono interazione. Utile quando serve una risposta rapida dal paziente (conferma, domanda logistica). Va usato con cautela per dati sanitari.
  • Email: comunicazioni strutturate, documenti allegati, informazioni dettagliate. L’email è il canale giusto per inviare referti, istruzioni pre-esame articolate, consensi informativi, fatture e comunicazioni che il paziente deve poter rileggere con calma.

La regola generale è: l’SMS notifica, il WhatsApp dialoga, l’email documenta. Quando lo studio ha chiaro quale canale usare per quale scopo, la comunicazione diventa più efficiente per tutti.

2. Creare template riutilizzabili per le comunicazioni ricorrenti

La maggior parte delle email inviate da uno studio medico ricade in poche categorie:

  • Invio referti e documenti: “In allegato trova il referto della visita del [data]. Per qualsiasi chiarimento, contatti lo studio.”
  • Istruzioni pre-esame: “In vista dell’esame del [data], La preghiamo di seguire le seguenti indicazioni…”
  • Conferma appuntamento: “Le confermiamo l’appuntamento per [prestazione] in data [data] alle ore [ora].”
  • Comunicazioni organizzative: chiusure estive, cambio orari, nuovi servizi disponibili.

Creare un template per ciascuna di queste categorie evita di riscrivere ogni volta lo stesso messaggio, riduce gli errori e garantisce un tono coerente. Il template deve includere: intestazione con i dati dello studio, corpo del messaggio con i campi variabili (nome paziente, data, prestazione), firma con contatti e orari.

3. Rispettare il GDPR nelle comunicazioni email

Le email che contengono dati sanitari — referti, diagnosi, prescrizioni — rientrano nella categoria dei dati particolari (ex dati sensibili) secondo il GDPR. Questo non significa che non si possano inviare via email, ma che bisogna adottare precauzioni specifiche:

  • Consenso esplicito: il paziente deve aver espresso il consenso all’invio di comunicazioni e documenti via email. Questo consenso deve essere documentato e conservato.
  • Indirizzo email verificato: l’email deve essere quella fornita direttamente dal paziente e registrata in anagrafica. Mai inviare dati sanitari a un indirizzo non confermato.
  • Protezione degli allegati: i referti contenenti dati sensibili dovrebbero essere inviati come PDF protetti da password, oppure tramite un link sicuro a un portale dove il paziente si autentica per scaricare il documento.
  • Oggetto email generico: l’oggetto dell’email non deve contenere informazioni sanitarie. “Documentazione disponibile” va bene; “Risultato ecografia addominale” no.
  • Nessun dato sanitario nel corpo dell’email: le informazioni cliniche devono stare nell’allegato protetto o nel portale, non nel testo dell’email visibile in anteprima.

Queste precauzioni non sono solo obblighi normativi: sono anche buone pratiche che aumentano la fiducia del paziente nella serietà dello studio.

4. Configurare un indirizzo email professionale e un server SMTP dedicato

Inviare referti e comunicazioni da un indirizzo Gmail personale (dottmariorossi@gmail.com) trasmette poca professionalità e presenta rischi concreti: i server di posta gratuiti hanno limiti di invio giornaliero, non permettono di personalizzare il mittente, e le email finiscono più facilmente nello spam.

Lo studio dovrebbe avere:

  • Un dominio email proprio (es. segreteria@studiomedicorossi.it)
  • Un server SMTP configurato per l’invio, che garantisce la consegna e permette di tracciare le email inviate
  • Un indirizzo di risposta (reply-to) monitorato dalla segreteria, perché i pazienti risponderanno alle email ricevute

Questa configurazione non richiede competenze tecniche avanzate: la maggior parte dei provider di hosting la include nel servizio.

5. Automatizzare le comunicazioni ripetitive

Le email di conferma appuntamento, i reminder, l’invio di documenti dopo la visita: sono tutte comunicazioni che seguono uno schema prevedibile e che possono essere automatizzate. L’automazione non significa impersonalità — il messaggio può contenere il nome del paziente, la prestazione specifica e i dettagli rilevanti — ma significa che la segreteria non deve comporre e inviare manualmente decine di email al giorno.

Per automatizzare efficacemente, servono due elementi:

  • Un gestionale che supporta l’invio email integrato con l’anagrafica pazienti e l’agenda
  • Template preconfigurati che il sistema compila automaticamente con i dati del paziente e dell’appuntamento

6. Evitare gli errori più comuni

Alcuni errori che gli studi medici commettono regolarmente con le comunicazioni email:

  • Inviare email massive senza segmentazione: una comunicazione sulla nuova convenzione odontoiatrica non interessa ai pazienti del reparto di fisioterapia. Inviare tutto a tutti genera disinteresse e disiscrizioni.
  • Non monitorare i bounce: se un indirizzo email non è più valido e le email rimbalzano, lo studio deve aggiornare l’anagrafica. Continuare a inviare a indirizzi inesistenti peggiora la reputazione del mittente.
  • Usare l’email per le urgenze: l’email non è un canale in tempo reale. Se serve comunicare un cambio di orario dell’appuntamento di domani, meglio un SMS o una telefonata.
  • Dimenticare il link di disiscrizione: per le comunicazioni di marketing (nuovi servizi, campagne) il GDPR richiede che il destinatario possa disiscriversi facilmente. Per le comunicazioni operative (referto, conferma appuntamento) la disiscrizione non è necessaria.

Come DBMedica gestisce le comunicazioni email con i pazienti

Le strategie descritte funzionano, ma implementarle manualmente — aprendo il client di posta, cercando l’indirizzo del paziente, allegando il documento giusto, compilando il template — richiede tempo e introduce margine di errore. Un gestionale specializzato permette di centralizzare e automatizzare queste comunicazioni. Vediamo come DBMedica affronta ciascuno di questi aspetti.

Email SMTP personalizzabile

DBMedica consente di configurare un server SMTP dedicato direttamente dalle impostazioni del sistema. Lo studio imposta il proprio dominio email, le credenziali del server e l’indirizzo mittente: tutte le email inviate dal gestionale — referti, conferme, notifiche — partono dall’indirizzo professionale dello studio, non da un generico sistema terzo. Questo migliora la consegnabilità dei messaggi e rafforza l’identità dello studio nelle comunicazioni con i pazienti.

Invio referti via email direttamente dalla cartella clinica

Quando il medico completa un referto, DBMedica permette di inviarlo al paziente via email con pochi clic, direttamente dalla cartella clinica. Il documento viene allegato in formato PDF e l’email utilizza i template configurati dallo studio. Non serve aprire un programma di posta esterno, cercare l’indirizzo del paziente o allegare manualmente il file: il gestionale recupera tutto dall’anagrafica e dalla cartella del paziente.

In alternativa, il referto può essere reso disponibile tramite il portale pazienti, dove il paziente accede con le proprie credenziali per consultare e scaricare i propri documenti in modo sicuro.

Notifiche automatiche e reminder

DBMedica include un sistema di notifiche automatiche configurabili per diversi eventi: conferma appuntamento, promemoria prima della visita, comunicazioni post-visita. Per ciascun tipo di notifica, lo studio sceglie il canale preferito — email, SMS o entrambi — e personalizza il testo del messaggio. I reminder possono essere programmati con l’anticipo desiderato e vengono inviati automaticamente senza intervento della segreteria.

Campagne email segmentate

Per le comunicazioni di marketing — nuovi servizi, apertura di nuove disponibilità, comunicazioni stagionali — DBMedica offre la funzione campagne marketing con la possibilità di segmentare i destinatari per categorie di pazienti. Questo evita l’errore di inviare comunicazioni generiche a tutta l’anagrafica: lo studio può indirizzare un messaggio solo ai pazienti di una certa specialità, fascia di età o sede.

Anagrafica pazienti con consensi GDPR integrati

La gestione dei consensi privacy in DBMedica è collegata direttamente all’anagrafica del paziente. Lo studio configura le informative e i consensi obbligatori — compreso il consenso all’invio di comunicazioni elettroniche — e il sistema traccia chi ha acconsentito e chi no. Quando si inviano comunicazioni via email, il gestionale tiene conto dei consensi registrati, garantendo la conformità alle normative sulla privacy.

WhatsApp Business come canale complementare

Oltre all’email e agli SMS, DBMedica supporta l’integrazione con WhatsApp Business per le notifiche ai pazienti. Lo studio può configurare il canale WhatsApp e utilizzarlo in combinazione con l’email, scegliendo il canale più appropriato per ogni tipo di comunicazione: WhatsApp per i promemoria rapidi, email per i documenti e le comunicazioni strutturate.

Struttura le comunicazioni del tuo studio con gli strumenti giusti

Un sistema di comunicazione email ben organizzato riduce il carico della segreteria, migliora l’esperienza del paziente e garantisce la conformità al GDPR. Richiedi una demo gratuita di DBMedica per scoprire come l’invio referti integrato, le notifiche automatiche multi-canale e la gestione consensi possono trasformare il modo in cui il tuo studio comunica con i pazienti.

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