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Come gestire i crediti non riscossi nel tuo studio medico

Le fatture non pagate sono una delle perdite più silenziose nella gestione di uno studio medico. A differenza di un appuntamento mancato — evento visibile e immediato — i crediti insoluti si accumulano lentamente, spesso senza che lo studio abbia una visione chiara della loro entità reale. Solo quando ci si siede a fare i conti di fine trimestre si scopre che una quota significativa del fatturato è rimasta sulla carta. In questa guida vediamo come tenere sotto controllo i crediti non riscossi e trasformare il monitoraggio in una routine, non in una brutta sorpresa annuale.

Perché i crediti insoluti crescono senza essere visti

In uno studio medico la creazione del credito avviene spesso in momenti di fretta: la fattura viene emessa al termine della visita, ma il paziente non ha contante, promette di pagare tramite bonifico, oppure la prestazione è in convenzione e si attende un rimborso che tarda. La prestazione è registrata, ma il saldo rimane aperto.

Il problema non è la singola fattura non pagata: è la somma di decine di situazioni analoghe che si accumulano mese dopo mese senza un presidio sistematico. I segnali di una gestione dei crediti non strutturata sono facilmente riconoscibili:

  • Non si conosce il totale delle fatture non saldate senza fare una ricerca a mano.
  • I solleciti ai pazienti partono in modo informale, solo quando qualcuno se ne ricorda.
  • I crediti verso enti convenzionati (assicurazioni, fondi sanitari) non sono monitorati a parte.
  • A fine anno si scoprono fatture non pagate di mesi prima, quando recuperare il credito è molto più difficile.
  • Non esiste una regola condivisa su cosa fare con le fatture di importo minimo che non vale la pena inseguire.

Il risultato è un’agenda sempre piena ma un conto corrente che non riflette il fatturato nominale: la differenza tra i due è il credito insoluto latente.

Come gestire i crediti non riscossi: 5 mosse concrete

1. Avere sempre sott’occhio il totale delle fatture aperte

Il primo passo è sapere in ogni momento quante fatture non sono state saldate, per quale importo e da quanto tempo. Senza questa visione d’insieme, qualsiasi azione di recupero è reattiva invece che preventiva. Una buona abitudine è riservare un momento fisso — settimanale, o al massimo mensile — per scorrere l’elenco delle fatture aperte ordinate per data di emissione: le più vecchie meritano attenzione prioritaria.

2. Contattare il paziente entro 30 giorni dalla fattura non saldata

Il recupero del credito diventa molto più difficile al crescere del tempo trascorso. Un paziente contattato a tre settimane dalla visita si ricorda dell’appuntamento e del pagamento mancato; lo stesso paziente contattato a sei mesi spesso non ricorda nemmeno la prestazione. La comunicazione di sollecito dovrebbe essere professionale ma diretta — un messaggio che richiama la fattura aperta e indica come pagare — e mai punitiva: molti pazienti non hanno saldato semplicemente per dimenticanza.

3. Separare i crediti verso i pazienti da quelli verso gli enti

I crediti verso convenzioni, assicurazioni o fondi sanitari hanno logiche e tempi di recupero completamente diversi da quelli verso i pazienti privati. Mescolarli in un unico elenco rende difficile capire dove intervenire. Per i crediti verso gli enti è utile tracciare a parte la data di presentazione delle pratiche di rimborso, l’importo atteso e l’eventuale scarto ricevuto: molti rimborsi non arrivano perché la pratica è stata inviata con un errore formale mai corretto.

4. Definire una regola chiara per i crediti di piccolo importo

Inseguire una fattura da 15 euro con raccomandate e ore di lavoro della segreteria non è razionale. Ogni studio dovrebbe avere una soglia sotto la quale rinunciare al recupero e chiudere la posizione contabilmente, con lo strumento adeguato al caso concordato con il commercialista, senza ulteriori azioni. Questa decisione, presa una volta e formalizzata, evita di sprecare tempo e dà chiarezza ai conti: le fatture sotto soglia vengono chiuse invece di restare indefinitamente come crediti aperti che falsano il bilancio reale.

5. Incassare prima o durante la prestazione

La mossa più efficace per ridurre i crediti non riscossi è strutturale: eliminare la possibilità che si creino. Richiedere il pagamento al momento del check-in o della prenotazione — almeno per le prime visite — riduce molto la quota di fatture che restano aperte. Dove non è possibile, per esempio nelle prestazioni programmate in cicli o nelle convenzioni, definire un piano di pagamento con scadenze chiare è comunque meglio che lasciare il saldo «in sospeso» senza riferimenti temporali.

Come DBMedica ti aiuta a tenere i crediti sotto controllo

DBMedica è un software gestionale medico in cloud per studi e ambulatori che tiene su un unico sistema agenda, cartelle, fatturazione e incassi. Le mosse qui sopra — difficili da reggere a mano oltre un certo volume — diventano una routine perché i dati restano sempre visibili e collegati tra loro.

Le fatture aperte sempre visibili

Puoi filtrare le fatture per stato di pagamento e isolare in un attimo tutte quelle non ancora saldate, ordinandole per data di emissione per vedere subito i crediti più datati. Il totale del fatturato ancora da incassare è a portata di sguardo, senza ricostruzioni manuali.

I report per monitorare il credito

La reportistica dedicata al credito mostra l’elenco delle fatture non saldate, la posizione debitoria del singolo paziente — utile da consultare prima di un sollecito — e il riepilogo del credito complessivo verso i pazienti. I dati si possono leggere per periodo, sede o professionista, così vedi il credito per segmento dello studio.

Il sollecito via SMS dalla scheda del paziente

Dalla scheda del paziente puoi inviare un SMS di sollecito personalizzato a chi non ha saldato, senza uscire dal gestionale e senza copiare numeri altrove. È un invio manuale, deciso da te, e presuppone che il paziente abbia dato il consenso a ricevere comunicazioni via SMS.

Incasso, storno e nota di credito

Quando il paziente salda, registri il pagamento direttamente sulla fattura, con modalità e data. Per i crediti di piccolo importo che decidi di non recuperare puoi chiudere la posizione contabilmente: lo strumento esatto — storno interno o nota di credito — dipende dal caso concreto e va concordato con il commercialista, che ne verifica presupposti e adempimenti.

I crediti verso le convenzioni, tenuti a parte

I crediti verso gli enti convenzionati si seguono separatamente dai crediti verso i pazienti privati: le prestazioni erogate in convenzione, il totale atteso e i rimborsi già ricevuti restano distinti, così individui rapidamente le pratiche incomplete o gli enti con rimborsi in ritardo, senza confondere i due flussi di cassa.

Il pagamento anticipato alla prenotazione

Per ridurre i crediti alla fonte, il portale pazienti permette di raccogliere il pagamento online al momento della prenotazione: una potenziale fattura futura si trasforma in un incasso già registrato prima ancora che la visita avvenga.

Trasforma i crediti insoluti in liquidità recuperata

Monitorare i crediti non è un’attività straordinaria: è una routine che, con i dati sempre visibili, richiede pochi minuti alla settimana. Scopri come la lista delle fatture aperte, i report sul credito e le funzioni di incasso e storno lavorano insieme nel gestionale per studio medico di DBMedica e richiedi una demo gratuita: avrai in ogni momento una fotografia precisa della posizione debitoria del tuo studio.

Domande Frequenti

Ogni quanto conviene controllare le fatture non saldate?

Una volta alla settimana per gli studi con volumi importanti, almeno una volta al mese per gli altri. La regolarità conta più della frequenza: un controllo fisso trasforma il recupero in una routine e impedisce che i crediti più vecchi — i più difficili da riscuotere — si accumulino inosservati.

Conviene inseguire i crediti di piccolo importo?

Spesso no: il costo del recupero supera l’importo. La scelta migliore è fissare una soglia sotto la quale rinunciare al recupero e chiudere la posizione contabilmente (con lo strumento che il commercialista indica per il caso), invece di lasciarla aperta a falsare i conti. È una decisione da prendere una volta e applicare sempre allo stesso modo.

Come si riduce il numero di fatture che restano insolute?

Anticipando l’incasso: richiedere il pagamento al check-in o alla prenotazione online, almeno per le prime visite, elimina alla radice buona parte dei crediti. Dove non è possibile, un piano di pagamento con scadenze chiare è preferibile a un saldo lasciato in sospeso senza data.

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Professionisti esterni del poliambulatorio: spettanze, ritenuta d’acconto e Certificazione Unica senza errori

Quasi ogni poliambulatorio e ogni studio medico associato lavora con specialisti esterni che collaborano come liberi professionisti. La parte più delicata di quel rapporto non è clinica ma amministrativa: calcolare le spettanze di ciascuno, applicare la ritenuta d’acconto, gestire la rifatturazione e chiudere l’anno con la Certificazione Unica. È lo snodo dove un poliambulatorio perde più ore e rischia più errori, e dove un conteggio sbagliato non è solo una scocciatura: può diventare una sanzione, un contenzioso con il collaboratore o una segnalazione del Fisco.

Perché la gestione dei compensi ai professionisti esterni è così complessa

Quando la struttura fattura al paziente una prestazione erogata da un medico esterno, parte un flusso contabile a catena che coinvolge almeno tre soggetti: il paziente, la struttura e il professionista. A differenza del lavoro dipendente, dove busta paga e contributi seguono binari consolidati, la collaborazione con un libero professionista richiede calcoli personalizzati e adempimenti fiscali specifici. Ci sono tre piani che vanno tenuti insieme.

Il calcolo della ritenuta d’acconto

La struttura che paga un compenso a un professionista agisce come sostituto d’imposta: trattiene il 20% dell’imponibile a titolo di acconto IRPEF e lo versa all’Erario con modello F24 entro il giorno 16 del mese successivo al pagamento. Sulla carta è semplice, nella pratica le variabili si moltiplicano:

  • Contributo cassa previdenziale: medici (ENPAM 2%), psicologi (ENPAP 4%) e altre categorie aggiungono la rivalsa in fattura. Il contributo integrativo concorre all’imponibile IVA ma non alla base di calcolo della ritenuta: una distinzione che genera errori manuali frequenti.
  • Causale 770: ogni compenso va classificato con il codice corretto ai fini della dichiarazione del sostituto d’imposta (modello 770). Codici errati significano incongruenze con l’Agenzia delle Entrate.
  • Percentuale imponibile variabile: nella maggior parte dei casi la ritenuta si calcola sul 100% del compenso, ma esistono categorie con base imponibile ridotta (per esempio al 50%).

Le spettanze e la ripartizione del fatturato

Ogni professionista può avere accordi diversi con il centro: una percentuale sul fatturato lordo, una percentuale al netto dei costi dei materiali (tipico in odontoiatria) o della sala, un importo fisso per prestazione, un compenso orario legato al tempo di permanenza. A fine mese la segreteria deve ricostruire il fatturato di ciascun medico, applicare la regola di ripartizione giusta e calcolare il netto spettante. Se un professionista opera su più sedi o su più specializzazioni con tariffe differenti, la complessità si moltiplica ancora.

La Certificazione Unica

Ogni anno la struttura deve trasmettere all’Agenzia delle Entrate la Certificazione Unica (CU) per ciascun professionista a cui ha corrisposto compensi nell’anno precedente, e consegnarne copia al professionista stesso. La CU riporta l’ammontare lordo, la ritenuta operata, il contributo cassa e il netto pagato. Qualsiasi incongruenza tra le fatture del medico, i versamenti F24 e i dati della CU fa scattare segnalazioni automatiche di controllo.

Le conseguenze degli errori

  • Sanzioni fiscali: la ritenuta non versata o versata in ritardo genera sanzioni e interessi.
  • Contenziosi con i collaboratori: un resoconto mensile sbagliato mina la fiducia del professionista, che può contestare i conteggi o, peggio, decidere di trasferirsi altrove.
  • Ore di lavoro perse: ricostruire a posteriori i calcoli di un intero trimestre su fogli di calcolo può assorbire giorni interi dell’amministrazione.

Come organizzare la gestione della ritenuta e dei compensi

Per ridurre al minimo errori e tempi, una struttura sanitaria deve fondare il processo su quattro pilastri: accordi chiari, prestazioni collegate a chi le esegue, calcoli automatici e rendicontazione trasparente.

1. Definire accordi scritti e parametrizzati

Ogni collaborazione deve poggiare su un accordo chiaro che specifichi la modalità di calcolo del compenso (percentuale, importo fisso o compenso orario), i costi che si detraggono dalla base (sala, materiale, laboratorio, commissioni intermediario), la periodicità del saldo e il regime IVA e di ritenuta applicabile. Questi parametri vanno registrati in un sistema centralizzato, non affidati alla memoria o a fogli sparsi.

2. Collegare ogni prestazione al professionista che la eroga

Il legame tra la prestazione fatturata al paziente e il medico che l’ha eseguita è il presupposto di qualsiasi calcolo. Senza quel vincolo la segreteria deve incrociare a mano l’agenda (chi ha visitato il paziente?) con la fattura (che importo è stato addebitato?), moltiplicando le occasioni di errore. In una struttura efficiente il collegamento nasce già al momento della prenotazione.

3. Automatizzare il calcolo di ritenuta e spettanze

Il calcolo manuale è rischioso per definizione: basta un’aliquota scambiata, un costo dimenticato o una prestazione attribuita al medico sbagliato per falsare l’intero rendiconto. L’obiettivo è un sistema in cui le regole si impostano una volta sola e i calcoli girano da soli su ogni fattura emessa e su ogni report di periodo.

4. Generare una rendicontazione trasparente e tracciabile

A fine mese o trimestre il professionista deve ricevere un prospetto chiaro: prestazioni erogate, fatturato lordo, costi detratti, spettanza lorda, ritenuta operata e netto a pagare. Deve poterlo avere in pochi istanti e deve corrispondere esattamente ai dati fiscali che confluiranno nella CU di fine anno. La trasparenza della rendicontazione è la base della fiducia con i collaboratori.

Come DBMedica gestisce spettanze, ritenuta e rifatturazione

Implementare tutto questo con fogli di calcolo e passaggi manuali è possibile, ma fragile. DBMedica è un software gestionale medico in cloud per poliambulatori e studi associati, che collega agenda, prestazioni e fatturazione fino al calcolo delle spettanze e della ritenuta. Ecco cosa fa sui problemi qui sopra.

Accordi economici configurati una volta sola

Le regole economiche di ogni professionista si impostano nel suo listino: per ciascuna prestazione puoi indicare se il compenso è una percentuale del fatturato, un importo fisso o un costo orario, e quali costi si detraggono dalla base (sala, intermediario, materiale, laboratorio), ciascuno come importo fisso o come percentuale sul prezzo. Una volta configurate, quelle regole si applicano da sole a ogni prestazione erogata dal professionista, comprese le eccezioni (il 50% su una prima visita, un fisso di 30 € su un’infiltrazione).

Collegamento nativo prestazione-medico

Ogni appuntamento in agenda è associato al professionista che lo esegue e, quando la fattura nasce dall’appuntamento, il collegamento tra la voce fatturata e il medico responsabile resta. È il vincolo che garantisce spettanze calcolate su dati certi, non su ricostruzioni a posteriori: prezioso soprattutto nelle prestazioni multidisciplinari, dove attribuire la quota giusta a mano è facilissimo da sbagliare.

Ritenuta d’acconto calcolata nella rifatturazione

Quando la struttura procede alla rifatturazione medici — la fattura che il centro emette al professionista per la quota di competenza — la ritenuta d’acconto sull’imponibile è calcolata in automatico. I parametri fiscali del professionista (regime fiscale, aliquota, percentuale imponibile della ritenuta, causale 770, cassa previdenziale) sono già registrati, quindi il calcolo non richiede interventi manuali. La rifatturazione parte da un resoconto che aggrega le fatture emesse ai pazienti nel periodo e calcola la quota spettante a ciascun professionista in base al suo listino.

Report di liquidazione in tempo reale

Per ogni collaboratore e per il periodo scelto ottieni un prospetto con fatturato lordo delle prestazioni erogate, costi detratti, spettanza lorda, ritenuta e netto da liquidare. Chi preferisce rendicontare sull’effettivo erogato invece che sull’incassato può calcolare le spettanze sulle visite realmente effettuate in agenda: due modi di guardare lo stesso dato, entrambi pronti in pochi istanti.

Più sedi e tracciati per il commercialista

Nei poliambulatori con più sedi ogni sede è un’entità contabile indipendente: un professionista può operare su più sedi con listini e accordi diversi, e i report di spettanza riflettono questa complessità senza aggregazioni a mano. I dati di fatturazione, incluse le fatture di rifatturazione con ritenuta, si esportano nei principali tracciati contabili (Datev, TeamSystem, ESolver): il commercialista lavora su numeri già coerenti e la compilazione del modello 770 e della Certificazione Unica parte con meno rischio di errori.

Chiudi il mese senza rifare i conti a mano

Calcolare ritenute, spettanze e liquidazioni non deve essere un incubo amministrativo. Se il tuo centro vuole abbandonare i fogli Excel e ridurre il rischio di errori fiscali, guarda il gestionale per poliambulatorio di DBMedica e richiedi una demo gratuita: ti mostriamo come configurare i listini dei medici, automatizzare la rifatturazione con la ritenuta e generare i report di liquidazione in pochi minuti.

Domande Frequenti

Su quale base si calcola la ritenuta d'acconto a un professionista?

La struttura, come sostituto d’imposta, trattiene di norma il 20% dell’imponibile del compenso e lo versa con F24 entro il 16 del mese successivo al pagamento. In alcune categorie la base imponibile è ridotta, per esempio al 50%.

Il contributo cassa previdenziale entra nel calcolo della ritenuta?

No. Il contributo integrativo della cassa (per esempio ENPAM 2%, ENPAP 4%) concorre all’imponibile IVA ma non alla base su cui si calcola la ritenuta d’acconto. È una delle distinzioni che generano più errori nei conteggi a mano.

Quali dati servono per la Certificazione Unica dei collaboratori?

Per ogni professionista servono l’ammontare lordo corrisposto nell’anno, la ritenuta operata, il contributo cassa e il netto pagato, coerenti con le fatture emesse e con i versamenti F24. Il gestionale li ricava dai dati già registrati, così la CU combacia con il resto e si evitano le incongruenze che fanno scattare i controlli.

Che cos'è la rifatturazione al medico?

È il conguaglio della quota di competenza del professionista sul fatturato generato: si definiscono il compenso spettante e, secondo il suo regime fiscale, l’eventuale ritenuta d’acconto e la cassa previdenziale, fino al netto da liquidare. Chi emette la fattura, chi applica la ritenuta e quando avviene il pagamento seguono la procedura confermata dal commercialista.

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Comunicare con i pazienti via SMS e WhatsApp: come farlo bene

La comunicazione proattiva con i pazienti è uno degli strumenti più efficaci per ridurre le assenze, migliorare l’esperienza del paziente e rafforzare il legame con lo studio. Eppure molti studi si limitano a rispondere alle chiamate in entrata, senza mai iniziare una comunicazione verso i propri pazienti. Il risultato sono agende con buchi, pazienti che dimenticano gli appuntamenti e occasioni di riattivazione perse senza nemmeno essere tentate. In questa guida vediamo come usare SMS e WhatsApp per comunicare bene, senza risultare invadenti.

Perché SMS e WhatsApp fanno la differenza nella gestione dello studio

Email e telefonate sono stati i canali standard degli studi medici per decenni, ma nel contesto attuale mostrano i loro limiti: le email vengono spesso ignorate o finiscono nello spam, le telefonate richiedono tempo della segreteria e spesso non trovano risposta. SMS e WhatsApp arrivano direttamente sul telefono del paziente e si adattano ai suoi ritmi: il messaggio si legge in pochi secondi e non richiede un’azione immediata. Gli usi più utili per uno studio sono riconoscibili:

  • Promemoria prima dell’appuntamento. Il caso più immediato: un messaggio il giorno prima (o 48 ore prima) ricorda l’appuntamento e riduce drasticamente le assenze non comunicate. In molti studi questo singolo uso giustifica l’intero investimento nel canale.
  • Comunicazioni operative. Avvisare che il referto è disponibile per il download o che è il momento di rinnovare un ciclo di terapia.
  • Richiami ai pazienti che non tornano. Raggiungere chi manca da mesi con un messaggio mirato — un promemoria per un follow-up non prenotato o per un controllo stagionale.
  • Comunicazioni di relazione. Un semplice messaggio di auguri per il compleanno migliora la percezione dello studio senza costi rilevanti.

Come strutturare la comunicazione con i pazienti: 5 principi

1. Definire il consenso prima di inviare qualsiasi messaggio

Prima di ogni aspetto tecnico, ogni paziente che riceve un SMS o un messaggio WhatsApp deve aver acconsentito a ricevere quel tipo di comunicazione. Vale soprattutto per le comunicazioni non strettamente operative: i promemoria pre-appuntamento rientrano tipicamente nell’esecuzione del rapporto di cura, mentre le comunicazioni promozionali richiedono un consenso esplicito, come previsto dal GDPR (Regolamento UE 2016/679). La raccolta del consenso deve avvenire all’accettazione del paziente ed essere documentata in anagrafica: non basta un’informativa generica, il paziente deve poter accettare o rifiutare separatamente i diversi tipi di comunicazione.

2. Personalizzare i messaggi con i dati del paziente

Un messaggio che inizia con «Gentile paziente, le ricordiamo…» è percepito come spam. Uno che inizia con «Buongiorno Mario, le ricordiamo l’appuntamento di domani con il dott. Rossi alle 10:00» ha un impatto completamente diverso. La personalizzazione richiede che il sistema di invio acceda ai dati del paziente — nome, cognome, data e ora dell’appuntamento, nome del professionista — e li inserisca nel testo del messaggio.

3. Calibrare frequenza e momento dell’invio

Troppi messaggi creano fastidio e portano i pazienti a revocare il consenso. La regola generale: ogni comunicazione deve avere un motivo specifico e arrivare nel momento più utile per chi la riceve. Per i promemoria, il momento migliore è il giorno prima dell’appuntamento, nella fascia mattutina o della prima sera. Per le campagne, meglio evitare weekend e lunedì.

4. Segmentare per rilevanza

Un messaggio sulla prevenzione cardiovascolare inviato a tutta la base pazienti sarà rilevante solo per una parte. Segmentare per fascia di età, sesso, prestazione effettuata o storico delle visite aumenta molto la pertinenza e quindi l’efficacia.

5. Misurare i risultati e migliorare nel tempo

Come ogni attività di comunicazione, le campagne via SMS e WhatsApp migliorano se vengono misurate. Gli indicatori fondamentali: la riduzione delle assenze nelle settimane in cui i promemoria sono attivi, il tasso di risposta alle campagne con un invito all’azione e il tasso di disiscrizione, che è un segnale precoce di over-comunicazione.

Come DBMedica gestisce le comunicazioni con i pazienti

DBMedica è un software gestionale medico in cloud per studi e ambulatori che invia le comunicazioni ai pazienti dagli stessi dati di agenda e anagrafica, senza strumenti separati.

Reminder automatici configurabili

DBMedica include un sistema di notifiche automatiche per gli appuntamenti, configurabile separatamente per ogni giorno della settimana: per ciascun giorno lo studio decide se inviare un SMS, un’email o entrambi e con quanti giorni di anticipo. Il testo del reminder è personalizzabile con variabili di testo — nome e cognome del paziente, data e ora dell’appuntamento, nome del professionista — sostituite automaticamente all’invio: messaggi personalizzati senza sforzo manuale.

Invio manuale dalla scheda del paziente

Per le comunicazioni non programmabili in anticipo — avvisare che il referto è disponibile, comunicare un cambio d’orario — DBMedica consente l’invio di un SMS dalla scheda del paziente, senza uscire dal gestionale. Le comunicazioni possono partire anche via WhatsApp, per chi preferisce quel canale.

Campagne con segmentazione avanzata

Le campagne segmentate permettono di costruire liste di invio in base a criteri combinabili:

  • età, sesso, comune di residenza;
  • categoria di paziente, configurabile dallo studio;
  • visite effettuate in un determinato periodo;
  • pazienti senza appuntamento successivo già prenotato — il filtro più utile per le campagne di riattivazione.

Ogni campagna può essere inviata via SMS o email e supporta le variabili di testo per la personalizzazione del singolo destinatario.

Auguri di compleanno automatici

DBMedica include una funzione dedicata per l’invio di messaggi automatici di auguri nel giorno del compleanno dei pazienti: una comunicazione semplice ma efficace per mantenere vivo il rapporto tra una visita e l’altra.

Verifica automatica del consenso

Prima di ogni invio — automatico o manuale — DBMedica verifica che il paziente destinatario abbia in anagrafica la base corretta per quel tipo di comunicazione: il rapporto di cura previsto in informativa per i promemoria, il consenso esplicito per le comunicazioni promozionali. Se la base manca o è stata revocata, il paziente viene escluso dall’invio: un controllo che aiuta a restare in regola senza verifiche manuali della segreteria.

Trasforma ogni comunicazione in un appuntamento

Un paziente che riceve i messaggi giusti al momento giusto è un paziente che torna, non manca agli appuntamenti e percepisce lo studio come una struttura attenta. Scopri come le notifiche automatiche, le campagne segmentate e la verifica dei consensi lavorano insieme nel gestionale per studio medico di DBMedica e richiedi una demo gratuita: trasforma la comunicazione con i pazienti in un vantaggio concreto.

Domande Frequenti

Serve il consenso del paziente per inviare un promemoria via SMS?

Il promemoria dell’appuntamento rientra tipicamente nell’esecuzione del rapporto di cura: non richiede un consenso specifico, ma va previsto nell’informativa, con il diritto di opporsi. Il consenso esplicito serve invece per le comunicazioni promozionali. La base corretta va registrata in anagrafica all’accettazione; un sistema che la verifica prima dell’invio evita errori.

SMS o WhatsApp: quale conviene?

L’SMS è il più immediato e affidabile per i promemoria puntuali, perché arriva a chiunque abbia un telefono. WhatsApp è comodo per un breve scambio o per contenuti più ricchi con chi lo usa abitualmente. Molti studi li affiancano, scegliendo il canale in base al paziente e al tipo di comunicazione.

Come si evita di risultare invadenti?

Dando a ogni messaggio un motivo specifico, calibrando frequenza e momento dell’invio e segmentando i destinatari per rilevanza. Tenere d’occhio il tasso di disiscrizione aiuta a capire subito se si sta comunicando troppo.

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