Il Garante per la protezione dei dati personali ha pubblicato il piano delle attività ispettive per il primo semestre 2026, e tra i settori prioritari c’è di nuovo la sanità. Per una struttura sanitaria privata la notizia non è un allarme astratto: i controlli si concentrano su punti concreti — chi accede ai dati clinici, come si gestisce un data breach, come si documentano i consensi — e su questi il Garante ha già sanzionato. Vediamo cosa verifica nel 2026 e come arrivarci preparati.
Cosa controlla il Garante nel 2026
Il Garante ha programmato almeno quaranta accertamenti nel primo semestre 2026, anche con il supporto della Guardia di Finanza, e la sanità è tra le aree a più alta attenzione per la delicatezza dei dati trattati. Le verifiche nel settore sanitario si concentrano su tre ambiti:
- Dossier sanitario e profili di accesso. L’accesso ai dati clinici deve rispettare i principi di necessità e minimizzazione: solo il personale che ha una relazione di cura con il paziente dovrebbe poterne consultare i dati. L’accesso indiscriminato da parte di personale amministrativo o di professionisti non coinvolti nella cura è tra le violazioni più frequenti.
- Tracciabilità degli accessi. La struttura deve poter dimostrare chi ha avuto accesso a quali dati, quando e per quale motivo. L’assenza o l’incompletezza dei registri di accesso è già stata sanzionata.
- Gestione dei data breach. Quando una violazione di dati può comportare un rischio per i diritti e le libertà delle persone, va notificata al Garante senza ingiustificato ritardo e, ove possibile, entro 72 ore (articolo 33 del GDPR), sulla base di una valutazione del rischio documentata; se il rischio è improbabile la notifica non è dovuta. Nei casi di rischio elevato va informato anche l’interessato (articolo 34), salvo le eccezioni dell’art. 34(3): dati resi inintelligibili da misure adeguate, misure successive che scongiurano il rischio elevato, o comunicazione individuale che richiederebbe sforzi sproporzionati. Le misure di rimedio adottate devono essere concrete e documentate.
Le sanzioni del 2025: il Garante non esita
I provvedimenti del 2025 mostrano che il Garante sanziona le strutture sanitarie, anche pubbliche, sulla gestione del dossier sanitario:
- con il provvedimento del 29 aprile 2025, la Regione Lombardia ha ricevuto una sanzione di 50.000 euro per violazioni nella gestione del dossier sanitario;
- con il provvedimento del 4 agosto 2025, l’Azienda Ospedaliero-Universitaria Careggi di Firenze è stata sanzionata con 80.000 euro per l’illiceità del trattamento tramite il proprio dossier sanitario.
Gli importi si riferiscono a strutture pubbliche — per la struttura privata il parametro di proporzionalità è diverso — ma l’orientamento del Garante è chiaro: sul dossier sanitario e sugli accessi non c’è margine di leggerezza.
Cosa deve fare una struttura sanitaria privata
In vista di una possibile ispezione, le azioni prioritarie per studi medici e poliambulatori sono quattro.
- Verifica il registro dei trattamenti. Chi tratta dati sanitari su larga scala tiene un registro dei trattamenti (articolo 30 del GDPR): controlla che sia completo e allineato alle attività reali.
- Controlla i profili di accesso. Il personale di reception deve avere lo stesso accesso del medico specialista? I permessi vanno tarati sul principio del «bisogno di conoscere»: ogni operatore vede solo ciò che serve al suo ruolo.
- Documenta la raccolta dei consensi. In caso di ispezione, ogni trattamento deve avere una base giuridica dimostrabile; per i trattamenti facoltativi (come le comunicazioni promozionali) il consenso va documentato e rispettato.
- Datti una procedura per i data breach. La gestione di un incidente — un laptop rubato, un accesso non autorizzato, una email al destinatario sbagliato — va codificata: chi valuta, chi notifica il Garante, quali rimedi adottare.
Come DBMedica supporta la conformità
La conformità non è uno stato che si raggiunge una volta: è un processo continuo che richiede strumenti capaci di rendere visibili e governabili le dinamiche quotidiane del trattamento dei dati. DBMedica è un software gestionale medico in cloud per studi e centri medici, che tiene insieme agenda, cartella clinica e fatturazione con i dati custoditi in cloud. Su alcuni dei punti che il Garante verifica offre basi concrete.
Gli accessi sono governati da permessi per ruolo e per sede: la segreteria gestisce gli appuntamenti senza entrare nelle cartelle cliniche, il medico vede i pazienti della propria agenda, e nelle strutture con più sedi i dati restano separati per sede. È la risposta concreta al principio di minimizzazione dell’accesso. Sul fronte dei consensi, il gestionale documenta in anagrafica lo stato di ogni informativa e consenso — quale è stato raccolto, quando, se è ancora valido — così che la base giuridica di un trattamento sia dimostrabile senza cercarla tra fogli sparsi. I dati clinici sono conservati cifrati e ogni modifica alle cartelle genera una nuova versione, con lo storico consultabile.
Restano invece responsabilità della struttura le procedure organizzative: il registro dei trattamenti, la procedura di gestione dei data breach e la tracciabilità completa degli accessi. Il gestionale fa la sua parte tecnica; il percorso di conformità lo governa il titolare del trattamento.
Arrivare preparati, non rincorrere
Con la sanità di nuovo tra i settori prioritari del Garante, la conformità sui dati dei pazienti non è un adempimento da rimandare: profili di accesso ordinati, consensi documentati e una procedura per gli incidenti sono ciò che distingue una struttura pronta da una esposta. Guarda il gestionale per poliambulatorio di DBMedica e richiedi una demo gratuita: permessi per ruolo e sede, consensi documentati e dati cifrati in cloud, verificati sulla tua struttura.
Domande Frequenti
La mia struttura sanitaria privata può essere ispezionata dal Garante nel 2026?
Sì: il piano ispettivo del primo semestre 2026 mette la sanità tra i settori prioritari, con almeno quaranta accertamenti anche con il supporto della Guardia di Finanza. I controlli riguardano strutture pubbliche e private e si concentrano su dossier sanitario, profili di accesso ai dati clinici e gestione dei data breach.
Cosa verifica il Garante sugli accessi ai dati clinici?
Che l’accesso rispetti i principi di necessità e minimizzazione: solo il personale con una relazione di cura con il paziente dovrebbe poterne consultare i dati, e la struttura deve poter dimostrare chi ha avuto accesso a quali dati, quando e perché. L’accesso indiscriminato e l’assenza di tracciabilità sono tra le violazioni più sanzionate.
Entro quanto va notificato un data breach?
Quando la violazione può comportare un rischio per i diritti e le libertà delle persone, va notificata al Garante senza ingiustificato ritardo e, ove possibile, entro 72 ore (articolo 33 del GDPR), previa valutazione del rischio documentata; se il rischio è improbabile la notifica non è dovuta. In caso di rischio elevato va informato anche l’interessato (articolo 34), salvo le eccezioni dell’art. 34(3) (dati resi inintelligibili, misure che scongiurano il rischio, sforzo sproporzionato). Conviene avere una procedura codificata prima che l’incidente avvenga: chi valuta il rischio, chi notifica, quali rimedi adottare.
Un gestionale mette la mia struttura in regola con il Garante?
No da solo. Un gestionale aiuta sulla parte tecnica — permessi per ruolo e per sede, consensi documentati in anagrafica, dati cifrati — ma il registro dei trattamenti, la procedura per i data breach e la tracciabilità completa degli accessi restano responsabilità organizzativa della struttura.





