fatturare pazienti esteri

Un paziente arriva senza tessera sanitaria italiana: è in vacanza, studia qui per un semestre, o vive all’estero e si è fatto visitare mentre era in Italia. La prestazione la fai comunque, e comunque devi emettere il documento fiscale. La domanda pratica è una sola: come si fattura a un paziente straniero senza codice fiscale italiano, senza sbagliare l’IVA e senza mandare al Sistema Tessera Sanitaria dati che non gli competono. Vediamolo per casi, con i riferimenti da controllare, e alla fine cosa cambia se il documento lo prepara il gestionale. Se cerchi lo strumento per tenere insieme fatture e invii, guarda la fatturazione medica e Sistema TS di DBMedica.

Il paziente straniero ha sempre un codice fiscale italiano?

No, e da qui nascono quasi tutti i dubbi. Prima di emettere il documento conviene capire in quale dei tre casi ti trovi, perché cambia come lo intesti e cosa devi comunicare dopo.

  • Straniero residente in Italia. Ha un codice fiscale italiano regolare, come qualunque altro paziente. Si fattura e si tratta come un residente a ogni effetto; se sei fra i soggetti obbligati alla comunicazione, la spesa sanitaria va al Sistema TS come per gli altri pazienti, salvo opposizione del paziente.
  • Non residente con codice fiscale italiano. Chi vive all’estero può comunque avere ottenuto un codice fiscale italiano (per esempio un codice numerico a undici cifre attribuito dall’Agenzia delle Entrate ai non residenti). Se ce l’ha, il documento porta quel codice.
  • Straniero senza alcun codice fiscale italiano. È il caso più frequente con i pazienti in transito. Qui il documento si intesta con i dati anagrafici completi — nome, cognome, data di nascita, indirizzo e Stato estero di residenza — senza un codice fiscale italiano che non esiste.

Come si intesta la fattura a un paziente estero senza codice fiscale

Quando il codice fiscale italiano non c’è, il documento resta valido lo stesso: al posto del codice mancante si indicano i dati anagrafici e lo Stato estero del paziente, che diventano l’elemento di identificazione. È lo stesso principio che vale per qualunque cliente privato non residente né stabilito in Italia.

Sul formato la regola è netta: verso un paziente persona fisica la prestazione sanitaria non si trasmette come fattura elettronica al Sistema di Interscambio (SdI). Vale anche quando non sei tenuto all’invio al Sistema TS e anche quando il paziente non è residente: al paziente si emette sempre una fattura cartacea o in PDF. La fattura elettronica via SdI è invece dovuta solo quando il documento è intestato a un’azienda, a un ente o a una compagnia di assicurazione — cioè quando l’intestatario non è il paziente. Per i dati anagrafici da riportare e per gli eventuali obblighi sulle operazioni transfrontaliere conviene allinearsi con il proprio commercialista e con le FAQ dell’Agenzia delle Entrate sulle fatture verso soggetti stranieri, invece di applicare una regola secca uguale per tutti.

Quale IVA si applica a un paziente straniero?

La stessa che applichi a un paziente italiano. Le prestazioni sanitarie rese dai medici e dagli altri operatori sanitari sono esenti da IVA ai sensi dell’articolo 10, comma 1, n. 18, del D.P.R. 633/1972, e l’esenzione dipende dal tipo di prestazione, non dalla nazionalità o dalla residenza del paziente. Sui documenti esenti da IVA resta l’imposta di bollo di 2 euro quando l’importo supera 77,47 euro, esattamente come per un paziente italiano.

La fattura a un paziente straniero va al Sistema TS?

Qui sta l’equivoco più comune. Il Sistema Tessera Sanitaria raccoglie le spese sanitarie per il 730 precompilato del contribuente italiano: l’invio riguarda i soggetti obbligati alla comunicazione e le prestazioni sanitarie rese ai pazienti, salvo opposizione dell’interessato. Il codice fiscale italiano è il dato con cui la spesa viene attribuita alla persona giusta: è una condizione necessaria, non l’unico criterio. Ciò che conta, prima di tutto, è se il paziente ha o no un codice fiscale italiano — senza, di norma la spesa resta fuori dall’invio.

  • Paziente con codice fiscale italiano (residente in Italia o non residente con codice attribuito): se rientri fra i soggetti obbligati, la spesa va comunicata al Sistema TS come per gli altri pazienti, salvo opposizione.
  • Paziente senza codice fiscale italiano: mancando il dato con cui si attribuisce la spesa nel 730, quella spesa di norma non si trasmette al Sistema TS. La fattura resta regolare a ogni altro fine, ma non entra nei dati inviati.

I riferimenti aggiornati stanno sulla pagina Normativa del Sistema Tessera Sanitaria, gestita dal Ministero dell’Economia e delle Finanze. In caso di dubbio sul singolo paziente — per esempio un non residente che dichiara un codice fiscale italiano — è quella la fonte da controllare, insieme al commercialista.

Come DBMedica ti aiuta a fatturare ai pazienti stranieri

Il problema pratico non è la singola fattura: è tenere insieme casi diversi — chi ha il codice fiscale italiano e chi no, chi va al Sistema TS e chi ne resta fuori — senza doverci pensare documento per documento. DBMedica è un software gestionale medico in cloud per studi e centri medici, che tiene insieme agenda, cartella clinica, fatturazione e invio al Sistema TS. Sul paziente straniero fa tre cose concrete.

L’anagrafica del paziente estero, con dati e Stato di residenza

Registri il paziente con i suoi dati anagrafici e lo Stato estero di residenza anche quando non ha un codice fiscale italiano: l’anagrafica è completa e utilizzabile in fattura, senza inventare un codice che non esiste.

La fattura dalla prestazione, con IVA e bollo al posto giusto

La prestazione registrata in agenda diventa fattura senza riscrivere niente, con l’esenzione IVA e l’imposta di bollo calcolate secondo il regime del professionista. Quando il documento è intestato a un’azienda, a un ente o a un’assicurazione — non al paziente — il gestionale genera la fattura elettronica in formato FatturaPA e ne segue lo stato; per il paziente privato emetti la fattura come richiede il caso.

L’esclusione dal Sistema TS quando non è dovuta

Le fatture da comunicare al Sistema TS le selezioni e le invii tu; una fattura a un paziente senza codice fiscale italiano resta fuori dai dati da trasmettere, con lo stesso meccanismo con cui escludi le spese per cui l’invio non va fatto. Non devi ricordarti, documento per documento a fine anno, quali pazienti erano stranieri.

Domande frequenti sulla fattura al paziente straniero

Come fatturo a un paziente straniero senza codice fiscale italiano?

Emetti il documento intestandolo con i dati anagrafici completi del paziente — nome, cognome, data di nascita, indirizzo — e lo Stato estero di residenza, al posto del codice fiscale italiano che non ha. La prestazione sanitaria resta esente IVA, con l’imposta di bollo dove dovuta.

La spesa di un paziente estero va inviata al Sistema TS?

Dipende soprattutto dal codice fiscale, più che dalla nazionalità. Se il paziente ha un codice fiscale italiano e tu sei fra i soggetti obbligati alla comunicazione, la spesa va al Sistema TS come per gli altri pazienti, salvo opposizione; se il codice fiscale italiano non c’è, manca il dato con cui la spesa viene attribuita nel 730 precompilato e quindi di norma non si trasmette.

La prestazione a un paziente straniero è soggetta a IVA?

No: le prestazioni sanitarie rese da medici e operatori sanitari sono esenti da IVA ai sensi dell’articolo 10, comma 1, n. 18, del D.P.R. 633/1972, indipendentemente dalla residenza del paziente. Sull’esenzione resta dovuta l’imposta di bollo di 2 euro oltre i 77,47 euro.

Devo fare la fattura elettronica per un paziente non residente?

No. Verso un paziente persona fisica la prestazione sanitaria non si trasmette come fattura elettronica al Sistema di Interscambio: si emette una fattura cartacea o in PDF. Vale anche se non sei tenuto all’invio al Sistema TS e anche se il paziente non è residente in Italia. La fattura elettronica via SdI serve solo quando il documento è intestato a un’azienda, a un ente o a un’assicurazione, non al paziente. Per i dettagli del caso concreto puoi confrontarti con il commercialista e con le FAQ dell’Agenzia delle Entrate sulle fatture verso soggetti stranieri.

Un caso in più da gestire, non un caso da temere

Fatturare a un paziente straniero senza codice fiscale italiano non è complicato una volta chiariti i tre punti: lo identifichi con i dati anagrafici e lo Stato estero, applichi l’esenzione IVA come a chiunque, e se non ha un codice fiscale italiano quella spesa di norma non entra nel Sistema TS. Il resto è tenere questi casi in ordine mano a mano, non a fine anno. Guarda la fatturazione medica e Sistema TS di DBMedica e richiedi una demo gratuita: anagrafiche con Stato estero, fatture dalla prestazione con IVA e bollo a posto, e le spese da inviare al Sistema TS già selezionate, con escluse quelle non dovute.