Dal 1° gennaio 2025 la ricetta bianca — quella con cui il medico prescrive farmaci a carico del paziente, non del Servizio Sanitario Nazionale — deve essere emessa in formato elettronico. Non è più una possibilità in più accanto al foglio cartaceo: è l’obbligo introdotto dalla Legge di Bilancio 2025 (L. 207/2024, art. 1, commi 317-318). In questa guida vediamo cosa cambia in concreto per lo specialista privato, come si emette la ricetta bianca dematerializzata, la novità sulle ripetibili e dove si ferma il portale ministeriale e dove inizia il gestionale.
Cosa cambia dal 2025: la ricetta bianca diventa obbligatoriamente elettronica
Le ricette rosse (farmaci a carico del SSN) sono digitali da oltre un decennio. Le ricette bianche, con cui si prescrivono i farmaci pagati dal cittadino, sono rimaste cartacee molto più a lungo. La ricetta bianca dematerializzata era già operativa dal 2022 sul portale Sistema Tessera Sanitaria, ma solo come alternativa alla carta.
La Legge di Bilancio 2025 ha chiuso il regime transitorio: la prescrizione dematerializzata è ora lo standard permanente del sistema prescrittivo nazionale, e la ricetta bianca elettronica diventa la regola per tutti i medici che prescrivono farmaci non a carico del SSN — liberi professionisti, specialisti privati e odontoiatri compresi. Il riferimento normativo è nei commi 317 e 318 dell’articolo 1 della legge.
Come si emette la ricetta bianca dematerializzata
La ricetta bianca elettronica si emette sul portale del Sistema Tessera Sanitaria, gestito dal Ministero dell’Economia e delle Finanze. Il processo è questo:
- il medico accede al portale Sistema TS con le proprie credenziali SPID o CIE (Carta d’Identità Elettronica);
- inserisce il codice fiscale del paziente, il farmaco (denominazione o principio attivo, dosaggio, numero di confezioni) e le indicazioni;
- il sistema genera un numero di ricetta elettronica (NRE) e un promemoria, che il paziente può esibire in farmacia in formato digitale o su carta;
- il farmacista legge il numero, eroga il farmaco e chiude la ricetta nel sistema.
Le specifiche tecniche e i riferimenti aggiornati sono pubblicati sulla pagina ufficiale del Sistema TS dedicata alla ricetta elettronica. La parte tecnica dell’emissione è a carico del portale ministeriale, non del gestionale dello studio: è un punto importante, perché chiarisce cosa deve fare davvero il software di uno studio (lo vediamo più avanti).
La novità in arrivo: ricette ripetibili fino a 12 mesi (in attesa del decreto attuativo)
Una delle novità più attese riguarda le ricette dematerializzate ripetibili per le terapie croniche. L’articolo 62 della Legge 182/2025 (la cosiddetta «Semplificazioni») prevede che la loro validità possa essere estesa fino a dodici mesi per le patologie croniche stabilizzate, sulla base di un protocollo terapeutico individuale, al posto dell’attuale limite di sei mesi. Non si tratta di fare scorte: l’erogazione in farmacia resta su base mensile, con la consegna di un quantitativo sufficiente a circa trenta giorni di terapia alla volta. Attenzione però: l’estensione non è ancora operativa, perché è subordinata a un decreto attuativo che alla data di questo articolo non è stato ancora emanato. Fino ad allora resta valido il limite generale di sei mesi.
L’obbligo vale anche per chi lavora solo in privato?
È la domanda più frequente tra gli specialisti che operano esclusivamente in regime privato, senza alcun rapporto con il SSN. La risposta pratica è sì. In un chiarimento di gennaio 2026, ANDI ha confermato l’obbligo di dematerializzazione per gli odontoiatri, pur segnalando che permangono interpretazioni diverse sul caso del libero professionista puro. La posizione consigliata agli iscritti è chiara: adottare la ricetta digitale come prassi standard per tutti i pazienti, sia per conformarsi all’obbligo ormai consolidato, sia per evitare contestazioni.
Per gli specialisti privati di ogni branca — cardiologi, ortopedici, dermatologi, ginecologi — la situazione è la stessa: la dematerializzazione è l’indirizzo normativo, e gli strumenti per rispettarla sono già disponibili e funzionanti.
Cosa fare adesso: la checklist per lo studio
- Attiva l’accesso al Sistema TS. Se non hai ancora le credenziali per il sistema prescrittivo, verifica SPID o CIE e l’abilitazione al portale. La procedura è gratuita.
- Prendi confidenza col portale prima delle visite. Il Sistema TS è l’ambiente reale, non un simulatore: una prescrizione compilata con un codice fiscale vero genera una ricetta valida. Per arrivare pratico, familiarizza prima con le maschere e i passaggi di compilazione senza completare l’invio, ed emetti la prima ricetta vera direttamente su un paziente in visita.
- Prepara i pazienti, soprattutto gli anziani. Spiega che riceveranno un codice o un promemoria da mostrare in farmacia, al posto del foglio: eviti confusione all’accettazione.
- Tieni traccia delle prescrizioni in cartella. Documentare ogni prescrizione nel gestionale, collegata alla visita, dà uno storico completo e ti fa rispondere con precisione a un follow-up.
- Segui l’evoluzione delle ripetibili fino a 12 mesi per i pazienti cronici: diventeranno operative solo con il decreto attuativo previsto dalla L. 182/2025; fino ad allora vale il limite di sei mesi.
Dove finisce il portale e dove serve il gestionale
La ricetta bianca dematerializzata la si emette sul portale Sistema TS: nessun gestionale la sostituisce. Il software dello studio serve prima e dopo quel passaggio, ed è lì che si vede la differenza tra lavorare in ordine e rincorrere i documenti. DBMedica è un software gestionale medico in cloud per studi e poliambulatori, che tiene insieme agenda, cartella clinica, fatturazione e Sistema TS. Sul fronte prescrizioni fa due cose concrete.
Uno storico prescrittivo dentro la cartella clinica
Nella cartella clinica digitale il medico registra le terapie prescritte al paziente — farmaci, esami, fisioterapia — con data, descrizione e note. Ne nasce uno storico completo, collegato alla visita, indipendentemente dal canale con cui la ricetta è stata emessa. Quando il paziente torna, hai davanti cosa gli è già stato prescritto, senza cercarlo tra fogli e portali diversi.
Le richieste di esami pronte per il paziente
Oltre ai farmaci, DBMedica gestisce le richieste di esami: il medico compila la richiesta e il paziente riceve il documento in PDF, valido sia per i laboratori interni al poliambulatorio sia per le strutture esterne. Anche queste restano agganciate alla cartella del paziente.
Un adempimento tra tanti: tienili insieme
La ricetta bianca la si emette sul portale Sistema TS, e nessun gestionale lo sostituisce. Ma tutto ciò che le sta intorno — cartella clinica, storico prescrittivo, richieste di esami e fatturazione — può stare in un solo posto invece che sparso tra archivi diversi: è questo che riduce gli errori e il tempo perso. Guarda il gestionale per poliambulatorio di DBMedica e richiedi una demo gratuita: cartella clinica, prescrizioni, richieste di esami e fatturazione configurati sulla tua struttura, in una sessione dedicata.
Domande Frequenti
Esiste ancora la ricetta bianca cartacea nel 2026?
La ricetta in senso proprio è ormai un documento elettronico: l’emissione in formato dematerializzato è l’obbligo introdotto dalla Legge di Bilancio 2025 (L. 207/2024, art. 1, commi 317-318). Ciò che può ancora essere stampato è il promemoria cartaceo — il foglio che il paziente porta in farmacia — non la ricetta, che resta elettronica. In fase di transizione le farmacie possono gestire situazioni residuali su carta per garantire la continuità del servizio, ma l’indirizzo è la dematerializzazione.
Serve un gestionale per emettere la ricetta bianca elettronica?
No: l’emissione avviene sul portale Sistema TS con credenziali SPID o CIE. Il gestionale serve a tenere traccia delle prescrizioni nella cartella clinica, collegarle alla visita e avere lo storico del paziente sempre a portata.
Come si accede al portale Sistema TS per le ricette?
Con identità digitale SPID o CIE. I riferimenti e le specifiche tecniche aggiornate sono pubblicati sulla pagina normativa del Sistema TS dedicata alla ricetta elettronica.
Quanto dura una ricetta ripetibile nel 2026?
Oggi il limite generale resta di sei mesi. La Legge 182/2025 (art. 62) prevede di estenderlo fino a dodici mesi per le terapie croniche, con erogazione mensile in farmacia, ma l’estensione diventerà operativa solo con il decreto attuativo, non ancora emanato alla data di questo articolo.





