Dal 2026 è in vigore l’obbligo di collegare gli strumenti di pagamento elettronico (POS) ai registratori telematici, con trasmissione dei dati all’Agenzia delle Entrate. La novità coinvolge potenzialmente anche studi medici e poliambulatori — ma con un’eccezione importante che molti operatori sanitari non conoscono. Vediamo cosa cambia, chi è davvero obbligato, chi resta fuori e cosa fare.

Cosa cambia nel 2026

Il nuovo adempimento, operativo dai primi mesi del 2026, impone a chi certifica i corrispettivi tramite registratore telematico o documento commerciale online di associare i propri strumenti di pagamento elettronico (POS, terminali contactless, app di incasso) alla matricola del registratore telematico. Il collegamento avviene nell’area riservata del portale Fatture e Corrispettivi dell’Agenzia delle Entrate, secondo il provvedimento dell’Agenzia delle Entrate del 31 ottobre 2025 (in attuazione della Legge di Bilancio 2025): è un abbinamento informatico, gratuito, tra l’identificativo di ogni terminale POS e il registratore usato nello studio.

L’obiettivo dichiarato è permettere al Fisco di incrociare i pagamenti elettronici ricevuti con i corrispettivi trasmessi, riducendo il margine di evasione.

Chi è interessato — e l’eccezione per chi emette solo fatture

L’obbligo riguarda chi emette documento commerciale (il vecchio «scontrino fiscale») tramite registratore telematico. In ambito sanitario può coinvolgere studi e strutture che certificano corrispettivi con il registratore telematico — per esempio per la vendita di prodotti al banco.

Ma qui sta il punto per il settore sanitario: chi certifica le proprie prestazioni esclusivamente con la fattura non è soggetto a questo obbligo. L’adempimento riguarda solo chi usa il registratore telematico per certificare corrispettivi. La maggior parte degli studi medici e dei poliambulatori emette fattura per ogni prestazione sanitaria — cartacea o in PDF al paziente (per il divieto di fattura elettronica verso le persone fisiche) ed elettronica per aziende, enti e PA — e trasmette le spese al Sistema Tessera Sanitaria. Chi lavora così, senza registratore telematico, non deve collegare alcun POS.

In sintesi: se il tuo studio emette fattura per ogni prestazione e non usa un registratore telematico, l’obbligo di collegamento POS-registratore telematico non ti riguarda.

Le scadenze da rispettare

Per chi è effettivamente soggetto all’obbligo: la procedura di collegamento sul portale Fatture e Corrispettivi è disponibile dai primi giorni di marzo 2026. Per gli strumenti POS già in uso all’inizio del 2026, il collegamento va completato entro 45 giorni dalla messa a disposizione della procedura; per le attivazioni successive, dal sesto giorno del secondo mese successivo alla disponibilità del POS fino all’ultimo giorno lavorativo dello stesso mese.

Sanzioni

Chi è soggetto all’obbligo e non si adegua si espone alle sanzioni previste per la mancata o irregolare memorizzazione e trasmissione telematica dei corrispettivi e per il mancato collegamento degli strumenti di pagamento. Gli importi e le condizioni dipendono dalla fattispecie concreta e vanno verificati sul portale dell’Agenzia delle Entrate e con il proprio commercialista prima di trarne conclusioni.

Cosa fare in pratica

  1. Verifica come certifichi le prestazioni. Emetti fattura per ogni prestazione? Allora probabilmente non sei soggetto all’obbligo. Se emetti anche documento commerciale (per esempio per prodotti o prestazioni non sanitarie), devi procedere al collegamento.
  2. Confrontati con il tuo commercialista. In caso di dubbio sulla tipologia di certificazione usata, il consulente fiscale ti dice se rientri.
  3. Se sei soggetto all’obbligo, accedi al portale Fatture e Corrispettivi con SPID o CIE e completa l’associazione POS-registratore telematico.
  4. Documenta la tua posizione. Se ritieni di essere esente perché emetti solo fatture, conserva una nota interna che attesti il modello di certificazione adottato, utile in caso di verifica.

Come DBMedica ti aiuta nella gestione fiscale

DBMedica è un software gestionale medico in cloud per studi e centri medici, che gestisce l’intero ciclo di fatturazione delle prestazioni. Ogni prestazione viene documentata con fattura — elettronica per aziende, enti e PA (con invio allo SDI), cartacea o in PDF per le prestazioni verso i pazienti persone fisiche, come previsto dalla normativa. Questo significa che, nella grande maggioranza dei casi, chi usa DBMedica per tutte le proprie prestazioni sanitarie non ha bisogno di un registratore telematico e non è soggetto all’obbligo di collegamento POS.

Oltre a questo, il gestionale tiene insieme gli altri adempimenti fiscali dello studio: l’invio delle spese sanitarie al Sistema TS, il calcolo di bollo (sulle fatture oltre 77,47 euro) ed esenzione IVA secondo le regole delle prestazioni sanitarie, la gestione di rate e piani di pagamento e il pagamento online del paziente dal portale, con riconciliazione dell’incasso.

Un obbligo che, per molti studi, non scatta

Il nuovo collegamento POS-registratore telematico fa notizia, ma per lo studio che fattura ogni prestazione, senza registratore telematico, semplicemente non si applica. La cosa utile è tenere la fatturazione in ordine e sapere, senza dubbi, in quale caso ricadi. Guarda il gestionale per studio medico di DBMedica e richiedi una demo gratuita: fatturazione, Sistema TS, bollo ed esenzione IVA gestiti da un’unica piattaforma, sul tuo studio.

Domande Frequenti

Lo studio medico è obbligato a collegare il POS al registratore telematico?

Solo se certifica i corrispettivi con un registratore telematico o documento commerciale. Chi emette fattura per ogni prestazione — cartacea o in PDF ai pazienti, elettronica ad aziende ed enti — e non usa il registratore telematico non è soggetto al collegamento POS.

Chi emette solo fatture deve fare qualcosa?

No: chi certifica tutti i corrispettivi esclusivamente tramite fattura è esonerato dal collegamento POS-registratore telematico. Conviene però conservare una nota interna che attesti il modello di certificazione adottato, utile in caso di verifica.

Entro quando va fatto il collegamento, per chi è obbligato?

La procedura sul portale Fatture e Corrispettivi è disponibile dai primi giorni di marzo 2026. Per i POS già in uso all’inizio del 2026 il collegamento va completato entro 45 giorni dalla messa a disposizione della procedura; per le attivazioni successive, dal sesto giorno del secondo mese successivo alla disponibilità del POS fino all’ultimo giorno lavorativo dello stesso mese.

Quali sanzioni sono previste?

Per chi è soggetto all’obbligo e non si adegua sono previste le sanzioni per la mancata o irregolare memorizzazione e trasmissione telematica dei corrispettivi e per il mancato collegamento degli strumenti di pagamento; gli importi dipendono dalla fattispecie e vanno verificati sul portale dell’Agenzia delle Entrate e con il proprio commercialista. Chi è esonerato non è esposto.