«Un medico deve fare la fattura elettronica?» è la prima domanda che si apre quando in uno studio si parla di fatturazione. E la risposta non è un sì o un no secco: dipende da due cose insieme — a chi intesti la fattura e che tipo di prestazione stai fatturando. È proprio l’intreccio di questi due criteri a generare l’errore più comune, in entrambe le direzioni. Qui sotto vediamo, caso per caso, cosa cambia nel 2026 per uno studio o un centro medico privato e come mandare ogni fattura sul canale giusto. Se cerchi lo strumento che tiene insieme i due mondi, guarda la fatturazione medica e Sistema TS di DBMedica.
Un medico deve fare la fattura elettronica? Dipende da chi paga e da che prestazione
La fattura elettronica via SDI è l’obbligo generale per i titolari di partita IVA dal 1° gennaio 2019. Per la sanità c’è una regola a parte, ma vale meno di quanto si pensa: non riguarda tutto ciò che fatturi al paziente, riguarda solo le prestazioni sanitarie. A decidere il canale sono due criteri insieme — a chi è intestata la fattura (una persona fisica, cioè il paziente, oppure un’azienda, un ente, la PA) e se la prestazione è sanitaria o no. Ecco i casi:
- Prestazione sanitaria a un paziente (persona fisica): fattura elettronica vietata. Si emette una fattura non elettronica (cartacea o PDF) e la spesa si trasmette al Sistema Tessera Sanitaria.
- Prestazione non sanitaria a un paziente (persona fisica): fattura elettronica dovuta, via SDI — è il caso B2C. Vale per ciò che non ha finalità di cura (un prodotto venduto, un servizio non sanitario). Qui non c’è invio al Sistema TS.
- Fattura a un’azienda, un ente, un’assicurazione o la Pubblica Amministrazione: fattura elettronica obbligatoria in ogni caso, sanitaria o no, in formato XML FatturaPA via SDI.
Quando la fattura elettronica è vietata: le prestazioni ai pazienti
Per le prestazioni sanitarie verso persone fisiche l’emissione della fattura elettronica tramite SDI è vietata. La ragione è la tutela dei dati sanitari del paziente: sono dati particolari e non devono transitare dallo SDI. Il divieto nasce con l’articolo 10-bis del D.L. 23 ottobre 2018, n. 119 ed è stato per anni una misura temporanea, prorogata di volta in volta (l’ultima proroga arrivava fino al 31 marzo 2025). Con il D.Lgs. 12 giugno 2025, n. 81, il correttivo della riforma fiscale in vigore dal 13 giugno 2025, la temporaneità è stata eliminata: dal 2026 il divieto è definitivo, non più un termine da rinnovare ogni anno.
In pratica: per una prestazione sanitaria al paziente emetti una fattura non elettronica (cartacea o in PDF) e la spesa la comunichi al Sistema TS, che resta l’unico canale con cui il dato arriva all’Agenzia delle Entrate per il 730 precompilato. Il divieto riguarda chi è tenuto all’invio al Sistema TS e, più in generale, chi documenta una prestazione sanitaria a una persona fisica. Per il dettaglio del perché e dei casi limite abbiamo un approfondimento sul divieto di fattura elettronica verso il paziente.
Quando invece va fatta anche al paziente: le prestazioni non sanitarie
Qui sta l’errore più diffuso: pensare che al paziente non vada mai la fattura elettronica. Non è così. Il divieto riguarda solo le prestazioni sanitarie. Se a una persona fisica fatturi qualcosa che non ha finalità di cura — la vendita di un prodotto, un servizio non sanitario — quella fattura segue la regola ordinaria e va emessa in fattura elettronica via SDI, come una normale fattura B2C. In quel caso non c’è invio al Sistema TS: al Sistema TS vanno solo le spese sanitarie. La condizione, per una fattura non sanitaria a una persona fisica, è che non lasci desumere lo stato di salute del paziente.
Quando la fattura elettronica è obbligatoria: aziende (B2B), enti e PA
Il divieto riguarda solo le prestazioni sanitarie rese al paziente. Quando la fattura è intestata a chi non è una persona fisica — un’azienda che paga la visita ai dipendenti, un’assicurazione, una convenzione, un ente, la Pubblica Amministrazione — la fattura elettronica è sempre obbligatoria, sanitaria o no. In questi casi il documento va prodotto in XML FatturaPA e inviato allo SDI, con l’imposta di bollo, la ritenuta d’acconto e la cassa previdenziale calcolate secondo il regime fiscale del professionista. È lo stesso studio, ma il canale cambia a seconda di chi ha in mano la fattura e di che prestazione è: sbagliarlo è l’errore più comune, in entrambi i sensi.
Attenzione: la fattura elettronica non è il Sistema TS
Sono due adempimenti distinti e vanno tenuti separati. La fattura elettronica è il documento fiscale che, quando serve, viaggia sullo SDI. L’invio al Sistema Tessera Sanitaria è la comunicazione delle spese sanitarie che alimenta il 730 precompilato del paziente. Il fatto che al paziente tu non faccia la fattura elettronica non ti esonera dall’invio al Sistema TS: anzi, proprio perché quel documento non passa dallo SDI, il Sistema TS è l’unica via con cui la spesa arriva all’Agenzia delle Entrate. Il Sistema TS ha le sue scadenze, oggi annuali; la fattura elettronica ha le sue regole di emissione. Confonderli è la seconda fonte di errori.
Come DBMedica ti aiuta a non sbagliare canale
Il punto pratico non è «fare la fattura elettronica»: è mandare ogni documento sul canale giusto senza doverci pensare ogni volta — e per la maggior parte degli studi il canale di tutti i giorni è il Sistema TS, dove finiscono le spese sanitarie dei pazienti. DBMedica è un software gestionale medico in cloud per studi e centri medici privati, che tiene insieme agenda, cartella clinica, fatturazione elettronica allo SDI e invio al Sistema TS. Sui problemi qui sopra fa quattro cose concrete.
Le spese dei pazienti al Sistema TS, senza arrivare col fiato corto
Per la maggior parte degli studi il canale quotidiano non è lo SDI, ma il Sistema TS: è lì che vanno le spese sanitarie dei pazienti. DBMedica prepara quelle spese e le trasmette al Sistema TS quando vuoi — mese per mese o a fine anno — con le opposizioni dei pazienti già escluse dai dati e gli scarti elencati uno per uno da correggere, invece di scoprirli tutti insieme sotto scadenza. È il punto in cui uno studio perde più tempo, ed è quello che ti togliamo di mezzo.
Il documento e il canale giusto per ogni caso
Per la prestazione sanitaria al paziente, DBMedica emette una fattura non elettronica e prepara la spesa per il Sistema TS. Per le fatture ad aziende, enti e assicurazioni — e per le prestazioni non sanitarie a una persona fisica — genera l’XML in formato FatturaPA per l’invio allo SDI. A guidare il caso sono l’intestatario e il tipo di prestazione che imposti, così a ciascuno corrisponde il documento giusto e non ti ritrovi a mandare allo SDI una spesa sanitaria che andava solo al Sistema TS, né a dimenticare la fattura elettronica dove invece serve.
La fattura elettronica pronta, l’invio lo confermi tu
Per le fatture ad aziende ed enti, DBMedica compone l’XML FatturaPA e calcola bollo virtuale, ritenuta d’acconto e cassa previdenziale secondo il regime del professionista. L’invio allo SDI lo confermi tu, e ne segui lo stato — inviata, consegnata, scartata. Se preferisci, scarichi le fatture in XML e le fai inviare dal tuo commercialista: non sei legato al nostro invio.
La fattura nasce dalla prestazione, non da un secondo inserimento
La fattura, elettronica o no, parte dalla prestazione registrata in agenda, con il prezzo preso dal listino giusto per quel caso. Numerazione e sezionale sono impostati per sede e per medico. Così il documento arriva già coerente al momento dell’invio, invece di essere ricostruito a mano prima di spedirlo.
Domande frequenti sulla fattura elettronica nello studio medico
Un medico deve fare la fattura elettronica ai pazienti?
Dipende dalla prestazione. Se è sanitaria, verso il paziente (persona fisica) la fattura elettronica tramite SDI è vietata, per la tutela dei dati sanitari: si emette una fattura non elettronica e si trasmette la spesa al Sistema Tessera Sanitaria. Se invece la prestazione non è sanitaria (un prodotto, un servizio senza finalità di cura), la fattura elettronica va emessa via SDI come una normale fattura B2C.
Quando è obbligatoria la fattura elettronica per uno studio medico?
Sempre quando la fattura è intestata a chi non è una persona fisica — un’azienda o altro titolare di partita IVA, un ente, un’assicurazione o la Pubblica Amministrazione — a prescindere dal tipo di prestazione. E anche verso un paziente quando la prestazione non è sanitaria. In tutti questi casi va emessa in XML FatturaPA e inviata allo SDI. È vietata solo per le prestazioni sanitarie rese a una persona fisica.
Il divieto di fattura elettronica per le prestazioni ai pazienti è ancora in vigore nel 2026?
Sì, ed è diventato definitivo. Prima era una misura temporanea prorogata ogni anno; il D.Lgs. 12 giugno 2025, n. 81 ha eliminato la temporaneità, quindi dal 2026 il divieto vale a regime, senza più un termine da rinnovare.
Se non faccio la fattura elettronica al paziente, devo comunque inviare al Sistema TS?
Sì. Sono due cose diverse: l’invio al Sistema Tessera Sanitaria resta obbligatorio anche quando la fattura al paziente non è elettronica. È il canale con cui la spesa arriva all’Agenzia delle Entrate per il 730 precompilato.
E se la stessa fattura ha sia prestazioni sanitarie sia altre voci?
Conta il documento, non la singola riga. Se una stessa fattura al paziente mette insieme una prestazione sanitaria e una voce non sanitaria, l’intera fattura non può passare dallo SDI: si emette cartacea o in PDF e i dati vanno al Sistema TS. Le voci non sanitarie possono viaggiare in fattura elettronica via SDI solo se le emetti su una fattura separata, e a patto che non lascino desumere lo stato di salute del paziente. È il caso di chi, come podologi, fisioterapisti e logopedisti, affianca alla prestazione anche prodotti o servizi non sanitari. I casi limite sono chiariti nella circolare 14/E/2019 dell’Agenzia delle Entrate.
Due canali, un solo flusso
Per uno studio medico la fattura elettronica non è una regola sola ma un bivio a due criteri: vietata per le prestazioni sanitarie al paziente, dovuta negli altri casi — comprese le prestazioni non sanitarie al paziente e tutte le fatture ad aziende, enti e PA — con il Sistema TS che corre in parallelo per le sole spese sanitarie. Tenere queste strade su un flusso solo, che parte dalla prestazione, è ciò che evita gli errori più costosi. Guarda la fatturazione medica e Sistema TS di DBMedica e richiedi una demo gratuita: fattura dalla prestazione, XML FatturaPA verso lo SDI, fatture e invio al Sistema TS per i pazienti, configurati sul tuo studio.




