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Un medico può fare fattura elettronica al paziente? Cosa è cambiato nel 2026 (e cosa fare)

Per anni, sulla fattura al paziente, c’è stata una regola che tornava puntuale sul tavolo ogni dicembre: veniva rimandata, si aspettava, e a ogni fine anno si tornava a chiedersi cosa sarebbe valso per l’anno dopo. Nel 2026 quella storia è cambiata. Vediamo cosa comporta per chi fattura a un paziente, chi riguarda davvero, che differenza c’è tra la fattura elettronica e il Sistema TS e cosa fare in pratica per non sbagliare. Se cerchi lo strumento per gestire fatture ai pazienti e invii al Sistema TS senza sbagliare canale, guarda la fatturazione medica e Sistema TS di DBMedica.

Un medico può fare fattura elettronica al paziente?

No, non verso il paziente persona fisica. Chi è tenuto a inviare i dati al Sistema Tessera Sanitaria — e chiunque documenti una prestazione sanitaria a una persona fisica — non può emettere per quella prestazione la fattura elettronica che passa dallo SdI. Il documento va consegnato al paziente in un altro modo: fattura cartacea, oppure il PDF della fattura inviato via email. È bene chiarire subito la distinzione che confonde di più: una cosa è la fattura elettronica verso lo SdI, un’altra è l’invio delle spese sanitarie al Sistema TS. Sono due adempimenti diversi. Il primo, verso il paziente, è vietato; il secondo, la comunicazione dei dati per il 730, resta obbligatorio.

Da dove nasce il divieto: la tutela dei dati sanitari

La fattura elettronica che transita dallo SdI viene recapitata all’Agenzia delle Entrate insieme al suo tracciato. Se in quel tracciato finiscono la prestazione e la diagnosi di un paziente, si trasmettono dati sanitari — cioè dati particolarmente delicati, che la normativa sulla privacy protegge in modo rigoroso. Per questo motivo, con l’articolo 10-bis del D.L. 23 ottobre 2018, n. 119, il legislatore ha vietato di usare lo SdI per le prestazioni sanitarie verso le persone fisiche. La ratio è la riservatezza dei dati sanitari, un tema su cui il Garante per la protezione dei dati personali è intervenuto più volte.

Cosa è cambiato nel 2025: da proroga a regola permanente

Fino ai dati del 2024 il divieto era transitorio: ogni fine anno veniva prorogato — l’ultima volta fino al 31 marzo 2025. Era un limbo scomodo, perché ogni dicembre si aspettava la conferma. Il D.Lgs. 12 giugno 2025, n. 81, il correttivo della riforma fiscale, ha chiuso la questione: ha modificato l’articolo 10-bis del D.L. 119/2018 togliendo il riferimento ai periodi d’imposta in cui il divieto valeva “in via transitoria”. Da regola a scadenza, il divieto è diventato strutturale. È lo stesso decreto che ha reso annuale l’invio delle spese al Sistema TS, quindi il quadro degli adempimenti sanitari si è assestato con un unico intervento. La modifica è pubblicata in Gazzetta Ufficiale; l’Agenzia delle Entrate raccoglie i casi di esonero nelle sue FAQ sugli esoneri dalla fattura elettronica.

Per te cambia poco nell’operatività quotidiana — non emettevi comunque e-fattura al paziente — ma cambia la prospettiva: non è più una regola provvisoria da verificare ogni anno, è il regime definitivo. Chi aspettava lo sblocco dell’e-fattura al paziente può smettere di aspettarlo.

Chi riguarda e cosa resta obbligatorio

Il divieto vale per chiunque documenti prestazioni sanitarie a una persona fisica: medici specialisti in libera professione, studi odontoiatrici, poliambulatori e centri medici privati, fisioterapisti, psicologi e le altre professioni sanitarie. Quello che resta in piedi, invece, è questo:

  • Al paziente, per la prestazione sanitaria: fattura cartacea/PDF. Niente SdI. Il documento si consegna a mano, si stampa o si invia in PDF via email.
  • Invio al Sistema TS. Le spese sanitarie dei pazienti vanno comunicate al Sistema Tessera Sanitaria per il 730 precompilato, salvo opposizione del paziente sulla singola spesa.
  • Fattura elettronica verso SdI: in tutti gli altri casi. Quando la fattura è intestata a un’azienda, a un ente pubblico o a un’assicurazione — o quando al paziente fatturi una prestazione non sanitaria — l’e-fattura via SdI resta obbligatoria come per qualsiasi altra attività.

Cosa fare in pratica

  • Conta se è sanitaria e a chi è intestata. Solo la prestazione sanitaria intestata a un paziente persona fisica resta fuori dallo SDI e va al Sistema TS: la stessa visita intestata a un’azienda o a un’assicurazione va in fattura elettronica, così come una prestazione non sanitaria a un paziente.
  • Tieni separati i due adempimenti. “Non faccio l’e-fattura al paziente” non significa “non comunico la spesa”: al Sistema TS quella spesa va lo stesso.
  • Registra le opposizioni. Se il paziente si oppone all’invio della sua spesa al Sistema TS, quel dato non si trasmette: va annotato sulla singola fattura.
  • Conserva le fatture in ordine. Numerazione e sezionali coerenti anche per i documenti cartacei/PDF ai pazienti: sono a tutti gli effetti fatture regolari.

Come DBMedica gestisce la distinzione paziente / azienda

Il punto delicato è uno: non sbagliare canale. Emettere per errore un’e-fattura via SdI a un paziente, o dimenticare la comunicazione al Sistema TS di una fattura cartacea, sono i due inciampi tipici — ed è qui che il gestionale toglie il pensiero. DBMedica è un software gestionale medico in cloud per studi e centri medici, che tiene insieme agenda, cartella clinica, fatturazione e invio al Sistema TS. Sulla distinzione tra paziente e azienda fa tre cose concrete.

Al paziente la fattura, con il suo PDF via email

La fattura al paziente nasce dalla prestazione registrata in agenda, con numerazione e sezionale coerenti per sede e per medico. Non passa dallo SdI: generi il PDF e lo invii al paziente via email direttamente dal gestionale, senza stamparlo o allegarlo a mano.

Le spese al Sistema TS per il 730, opposizioni comprese

Le fatture ai pazienti sono già pronte per la comunicazione al Sistema Tessera Sanitaria: selezioni il periodo e le invii, con inserimento, variazione o cancellazione. Se un paziente si oppone all’invio di una spesa, registri l’opposizione sulla singola fattura e quel documento resta fuori dalla trasmissione. Quando qualcosa viene scartato, scarichi l’elenco degli errori, correggi e reinvii.

La fattura elettronica allo SdI solo dove serve

Quando la fattura è intestata a un’azienda, a un ente o a un’assicurazione — non al paziente — DBMedica genera l’XML in formato FatturaPA e lo invia allo SdI, e tu ne segui lo stato: inviata, consegnata, scartata. Bollo, ritenuta d’acconto e cassa previdenziale sono calcolati secondo il regime del professionista. Il canale giusto lo imposta il gestionale in base al destinatario, così l’e-fattura parte solo dove è dovuta.

Domande frequenti

Un medico può fare fattura elettronica al paziente?

No, non verso il paziente persona fisica: per le prestazioni sanitarie a una persona fisica non si emette la fattura elettronica che transita dallo SdI. Al paziente si consegna una fattura cartacea o in PDF.

Il divieto di fattura elettronica per le spese sanitarie è ancora una proroga?

No. Con il D.Lgs. 81/2025 il divieto ha smesso di essere transitorio: la modifica all’articolo 10-bis del D.L. 119/2018 lo ha reso una regola permanente, a regime dal 2026. Non serve più aspettare la proroga di fine anno.

Allora al paziente non devo comunicare niente al Sistema TS?

Al contrario. Il divieto riguarda solo la fattura elettronica via SdI verso il paziente. La comunicazione delle spese sanitarie al Sistema Tessera Sanitaria per il 730 resta obbligatoria, salvo l’opposizione del paziente sulla singola spesa.

Quando devo comunque emettere fattura elettronica?

Quando il destinatario non è il paziente: aziende, enti pubblici e assicurazioni. In questi casi l’e-fattura via SdI è dovuta, con bollo, ritenuta e cassa secondo il tuo regime fiscale.

Definitivo non vuol dire complicato

Il divieto permanente non aggiunge lavoro: toglie l’incertezza di fine anno e fissa una distinzione che va gestita bene una volta sola — per la prestazione sanitaria al paziente, fattura cartacea/PDF più invio al Sistema TS; negli altri casi (aziende ed enti, e le prestazioni non sanitarie al paziente) la fattura elettronica allo SdI. Se vuoi approfondire quando la fattura elettronica è dovuta, leggi se e quando un medico deve fare la fattura elettronica. E per non sbagliare mai canale, guarda la fatturazione medica e Sistema TS di DBMedica e richiedi una demo gratuita: la fattura nasce dalla prestazione e va dove deve, cartacea/PDF o e-fattura, con l’invio al Sistema TS già pronto.

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Come organizzare l’agenda di un poliambulatorio multi-medico

Gestire l’agenda di un poliambulatorio con quattro, sei o dieci specialisti è un problema di logistica complessa: ogni professionista ha disponibilità diverse, le sale sono condivise, alcune prestazioni richiedono attrezzature specifiche e le richieste dei pazienti arrivano su più canali contemporaneamente. Un’agenda mal organizzata non è solo un problema di efficienza: è fatturato non prodotto, pazienti che aspettano settimane per uno slot che in realtà esiste ma non è visibile, e personale che spreca ore in telefonate di coordinamento che potrebbero essere evitate.

I problemi tipici di un’agenda multi-medico non strutturata

Uno studio con un solo medico ha un problema di agenda relativamente semplice. Non appena la struttura cresce — anche solo con un secondo o terzo specialista — la complessità scala in modo non lineare.

I segnali di un’agenda mal organizzata in un poliambulatorio si riconoscono facilmente:

  • La segreteria gestisce ogni agenda su fogli di carta o su calendari separati, senza una visione unica
  • Non è possibile vedere in un colpo solo le disponibilità di tutti gli specialisti per una data
  • Un paziente che vuole “il prima possibile con qualsiasi dermatologo” costringe la segreteria a controllare tre calendari separati
  • I professionisti che lavorano part-time o su turni non fissi generano errori di doppia prenotazione
  • Le ferie di un medico non sono bloccate nell’agenda, e i pazienti vengono prenotati su slot che poi risultano vuoti
  • Non c’è un modo per sapere se una sala è già occupata quando si inserisce un appuntamento

Il costo nascosto di questi problemi è enorme: buchi in agenda che non vengono riempiti, pazienti frustrati che non tornano, e personale di segreteria costantemente in modalità emergenza.

Come strutturare l’agenda di un poliambulatorio: 5 principi

1. Un calendario per specialità o professionista, un sistema unico

La soluzione non è avere un unico calendario generico in cui tutto si mescola — né avere calendari separati e scollegati per ogni medico. Il modello che funziona è: calendari distinti per ogni professionista o per ogni sala/specialità, ma visibili e gestibili da un’unica interfaccia.

Questo permette alla segreteria di vedere tutto in un colpo (vista aggregata), al medico di vedere solo la propria agenda, e al responsabile di avere il quadro completo della struttura.

2. Configurare le disponibilità reali, non quelle teoriche

Un calendario che mostra tutti i giorni dalle 8 alle 20 non aiuta la segreteria a capire quando un professionista è davvero disponibile. Le disponibilità reali devono essere configurate: giorni attivi, fasce orarie, durata minima di uno slot. Un fisiatra che lavora lunedì e giovedì mattina, con appuntamenti da 30 minuti, deve avere un calendario che riflette esattamente questa realtà — non un calendario generico che la segreteria interpreta manualmente.

3. Gestire le eccezioni in modo proattivo

Le eccezioni sono inevitabili: un medico si ammala, prenota ferie, partecipa a un convegno. Queste assenze devono essere bloccate nell’agenda prima che i pazienti vengano prenotati su quegli slot. Non dopo. Avere una procedura chiara per le chiusure — chi le inserisce, con quanto anticipo, come vengono comunicati i pazienti già prenotati — riduce drasticamente gli incidenti.

4. Usare la ricerca di disponibilità invece del browsing manuale

In una struttura con più professionisti, trovare “il primo slot disponibile per una prima visita cardiologica” non dovrebbe richiedere di scorrere manualmente settimane di calendario. Uno strumento di ricerca per disponibilità — che filtra per prestazione, professionista e intervallo di date — trasforma una ricerca da 5 minuti in una ricerca da 10 secondi.

5. Integrare la lista d’attesa nell’agenda

Quando tutti gli slot di uno specialista sono occupati per le prossime settimane, cosa succede ai pazienti che chiamano? Se la risposta è “li richiamiamo” — senza tracciare nome, prestazione e data della chiamata — la maggior parte non verrà mai ricontattata. Una lista d’attesa formale, collegata all’agenda, permette di riempire i buchi appena si liberano senza perdere nemmeno una richiesta.

Come DBMedica organizza l’agenda di un poliambulatorio

Multi-calendario con vista unificata

DBMedica gestisce un numero illimitato di calendari, ciascuno configurabile indipendentemente per professionista, sede e specialità. La vista giornaliera mostra tutti i professionisti in colonne affiancate per la data selezionata: la segreteria vede in un colpo solo chi è disponibile, quali slot sono occupati e dove ci sono spazi liberi. La vista settimanale permette invece di lavorare su un professionista specifico lungo i sette giorni, utile per pianificare le settimane future.

Il pulsante Nascondi colonne vuote rimuove automaticamente dalla vista i professionisti senza presenze nella giornata, rendendo il calendario più leggibile nelle giornate in cui non tutti i medici sono presenti.

Disponibilità configurabile al minuto

Per ogni calendario, il responsabile del centro configura i giorni attivi, gli orari di inizio e fine per ogni giorno e lo step in minuti (durata minima di uno slot). Questa configurazione definisce la griglia visibile in agenda: nessuno può prenotare fuori dagli orari configurati, eliminando alla radice le prenotazioni fuori turno.

Se uno specialista entra con un nuovo orario o aggiunge un giorno di lavoro, la modifica si effettua in pochi secondi sul calendario corrispondente.

Ferie e chiusure integrate

DBMedica include una funzione dedicata per la gestione di ferie, festività e chiusure straordinarie. I periodi di assenza vengono bloccati nel calendario del professionista: gli slot coperti non risultano disponibili per le prenotazioni. La stessa funzione gestisce le chiusure dell’intera struttura (festività nazionali, chiusure estive) senza dover intervenire su ogni calendario singolarmente.

Ricerca disponibilità automatica

La funzione Ricerca Disponibilità di DBMedica trova automaticamente il primo slot libero compatibile con la prestazione richiesta e il professionista selezionato, senza dover scorrere manualmente il calendario. L’operatore inserisce la prestazione, indica se il paziente ha preferenze su professionista o fascia oraria, e il sistema restituisce i primi slot disponibili. Per le strutture con alto volume di prenotazioni, questa funzione riduce drasticamente il tempo medio di gestione di ogni chiamata.

Lista d’attesa collegata all’agenda

Quando nessuno slot è immediatamente disponibile, DBMedica consente di inserire il paziente nella lista d’attesa, associandola alla prestazione e, opzionalmente, al professionista preferito. Quando si libera uno slot — per cancellazione o per apertura di nuove disponibilità — la segreteria può consultare la lista e contattare i pazienti in ordine di priorità. Questa funzione è disponibile anche per le prenotazioni che arrivano tramite portale online: il paziente viene inserito automaticamente in lista se non ci sono slot liberi.

Sincronizzazione con Google Calendar e calendari esterni

I professionisti che desiderano avere i propri appuntamenti sincronizzati sul calendario personale possono collegarsi tramite Google Calendar o tramite link iCal compatibile con Outlook e Apple Calendar. La sincronizzazione è unidirezionale (DBMedica → calendario esterno) e mantiene sempre aggiornato il calendario del professionista senza necessità di accedere al gestionale.

Trasforma la complessità dell’agenda in un vantaggio competitivo

Un poliambulatorio che sa sempre dove ha spazio libero, può rispondere a una richiesta di prenotazione in trenta secondi e non perde mai un paziente per un buco in lista d’attesa ha un vantaggio concreto rispetto alla concorrenza. Richiedi una demo gratuita di DBMedica per vedere come il sistema multi-calendario, la ricerca disponibilità e la lista d’attesa possono trasformare la gestione dell’agenda da fonte di stress a punto di forza della struttura.

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Sistema TS 2026: quando lo studio medico deve inviare le spese sanitarie (nuova scadenza annuale)

Da quest’anno, per le spese sanitarie da comunicare al Sistema Tessera Sanitaria, è cambiato il calendario: si trasmette una volta sola all’anno, non più due. Sembra una semplificazione — e in parte lo è — ma concentra tutto il lavoro su un’unica scadenza, e chi ci arriva senza aver controllato le fatture durante l’anno se ne accorge quando ormai è tardi. Vediamo qual è la nuova scadenza, chi deve inviare, e come evitare di arrivare a gennaio con dodici mesi di fatture da controllare tutte insieme. Se stai cercando lo strumento per tenere in ordine fatture e invii durante l’anno, guarda la fatturazione medica e Sistema TS di DBMedica.

Cosa è cambiato: dal semestre all’anno

Fino ai dati del 2024, chi emetteva fatture a un paziente doveva trasmetterle al Sistema TS due volte l’anno, con due finestre: una entro il 30 settembre per il primo semestre, una entro il 31 gennaio per il secondo. L’articolo 5 del D.Lgs. 12 giugno 2025, n. 81 (il correttivo della riforma fiscale) ha chiuso questo doppio appuntamento: a partire dai dati del 2025 la comunicazione è annuale, con un’unica scadenza al 31 gennaio dell’anno dopo. I riferimenti aggiornati sono pubblicati sulla pagina Normativa del Sistema Tessera Sanitaria, gestita dal Ministero dell’Economia e delle Finanze.

C’è anche una semplificazione pratica in più: non sei obbligato ad aspettare gennaio. Puoi trasmettere i dati durante l’anno, un mese o un trimestre alla volta, e arrivare alla scadenza con quasi tutto già inviato.

Le scadenze da segnare

  • Dati 2025: entro il 31 gennaio 2026, slittato al 2 febbraio 2026 perché il 31 cadeva di sabato.
  • Dati 2026: entro il 31 gennaio 2027, che slitta al 1° febbraio 2027 perché il 31 cade di domenica.
  • A regime: ogni anno i dati dell’anno precedente vanno inviati entro il 31 gennaio.

Chi deve inviare i dati e chi no

La comunicazione riguarda chi emette fatture per prestazioni sanitarie a un paziente: medici chirurghi e specialisti in libera professione, odontoiatri e studi odontoiatrici, poliambulatori e centri medici privati, psicologi, fisioterapisti e le altre professioni sanitarie, oltre alle strutture autorizzate. Attenzione a non confondere due piani distinti: l’obbligo di trasmettere i dati al Sistema TS è una cosa, la detraibilità o l’esenzione IVA della prestazione un’altra. Il fatto che una prestazione sia esente non basta di per sé a escluderla dall’invio. Restano invece fuori dalla comunicazione le prestazioni erogate direttamente in regime di convenzione con il SSN.

Cosa fare prima della scadenza

  • Non ridurti a gennaio. Un anno intero di dati da controllare in una settimana è la ricetta per gli errori. Inviare mese per mese, o a trimestri, spalma il lavoro e lascia il tempo di correggere.
  • Controlla i codici fiscali all’accettazione. Il Sistema TS scarta i documenti con codice fiscale non valido. Verificarlo quando il paziente arriva, e non a gennaio, evita di rincorrere le anagrafiche a scadenza.
  • Registra le opposizioni. Il paziente può opporsi all’invio dei suoi dati al Sistema TS. Il diniego va annotato e rispettato: quella spesa non si trasmette. Gestirlo a mano, fattura per fattura, è dove nascono gli errori.
  • Riconcilia prima di inviare. Confronta le fatture emesse con quello che stai per trasmettere, così non parte un duplicato o una fattura già annullata.
  • Conserva le ricevute di invio. Per ogni trasmissione il Sistema TS rilascia una ricevuta: tienila, è la prova dell’adempimento in caso di controllo.

Come DBMedica ti aiuta con l’invio al Sistema TS

La scadenza annuale toglie un appuntamento dal calendario, ma sposta il rischio: un anno intero di dati in un colpo solo. È qui che un gestionale fa la differenza tra spuntare l’adempimento in mezz’ora e passarci giorni. DBMedica è un software gestionale medico in cloud per studi e centri medici, che tiene insieme agenda, cartella clinica, fatturazione e invio al Sistema TS. Sui problemi qui sopra fa quattro cose concrete.

L’opposizione registrata sulla singola spesa

Quando un paziente si oppone all’invio di una sua spesa, registri l’opposizione sulla singola fattura: DBMedica la esclude dai dati da trasmettere. Non devi ricordartene documento per documento a gennaio.

L’invio quando vuoi, anche a mese o a trimestre

Selezioni il periodo — un mese, un trimestre o tutto l’anno — e le fatture idonee sono già pronte per la trasmissione: inserimento, variazione o cancellazione. L’invio lo confermi tu, ma senza ricomporre a mano il tracciato. Così puoi lavorare durante l’anno invece di ridurti alla scadenza.

Gli scarti non restano un mistero

Quando il Sistema TS scarta un documento, scarichi l’elenco degli errori, correggi la fattura e reinvii — invece di indovinare cosa non è andato. È la parte che, fatta a mano su un anno di dati, fa perdere le giornate.

Il bollo e i dati della fattura al posto giusto

La fattura nasce dalla prestazione registrata in agenda, con l’imposta di bollo calcolata in automatico secondo il regime del professionista: i documenti arrivano alla trasmissione già coerenti, non da sistemare uno per uno prima di inviarli.

Domande frequenti sulla scadenza del Sistema TS 2026

Il Sistema TS è ancora semestrale nel 2026?

No. Dai dati del 2025 l’invio è annuale: le vecchie finestre del 30 settembre e del 31 gennaio sono sostituite da un’unica scadenza al 31 gennaio dell’anno successivo.

Entro quando vanno inviate le spese sanitarie del 2025?

Entro il 31 gennaio 2026, termine slittato al 2 febbraio 2026 perché il 31 gennaio cadeva di sabato.

Posso inviare i dati durante l’anno invece che a gennaio?

Sì. La comunicazione annuale non ti obbliga ad aspettare gennaio: puoi trasmettere in modo progressivo durante l’anno, un mese o un trimestre alla volta, e arrivare alla scadenza con i dati già inviati.

Cosa succede se un paziente si oppone all’invio?

La spesa non va trasmessa. L’opposizione va registrata e rispettata: quel documento resta fuori dai dati inviati al Sistema TS, pur restando una fattura regolare a ogni altro fine.

Un adempimento all’anno, ma non da rimandare

Passare a una scadenza sola è una semplificazione solo se non ti riduci all’ultima settimana con l’intero anno da riconciliare. Tenere fatture, opposizioni e invii in ordine mese per mese è ciò che trasforma il 31 gennaio in una formalità. Guarda la fatturazione medica e Sistema TS di DBMedica e richiedi una demo gratuita: fatture dalla prestazione, gestione delle opposizioni, invio al Sistema TS e scarti sotto controllo, configurati sul tuo centro.

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